Sicilia, le gare dei Giovanissimi potrebbero avere uno stop per “violenze dei genitori”

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Lo sport giovanile siciliano è a un bivio etico che non permette più zone grigie. I fatti gravi accaduti durante la gara della categoria Giovanissimi a Palagonia lo scorso 26 aprile hanno costretto il Coordinatore Regionale siciliano della FCI (Federazione Ciclistica Italiana) a rompere il silenzio. Il risultato è un comunicato durissimo: un vero “ultimo avviso” a genitori e accompagnatori.

Comportamenti inaccettabili: lo sport dei bambini ostaggio degli adulti

La nota ufficiale della Federazione non usa giri di parole e parla di “comportamenti inaccettabili”. Litigi verbali che sono sfociati in scontri fisici tra adulti, accecati da una rivalità agonistica fuori controllo. Una giornata che doveva essere di festa per i bambini si è trasformata in uno spettacolo indecoroso sotto gli occhi dei piccoli atleti.

“I bambini corrono per giocare”, ricorda con forza il Coordinatore Regionale. “L’obiettivo è educare attraverso lo sport. Urla, insulti e litigi annullano il lavoro educativo di tecnici e società, creando un ambiente tossico per i bambini”, viene riportato dal sito Sportwebsicilia.

Tolleranza zero: le sanzioni drastiche in arrivo

Questa volta non ci si fermerà ai richiami morali. Il Comitato Regionale ha tracciato una linea rossa invalicabile. Qualora il clima di tensione dovesse persistere, sono già pronte tre misure punitive senza precedenti:

  • Allontanamento coatto: Espulsione immediata dal campo gara per i responsabili dei litigi.
  • Responsabilità oggettiva delle Società: Le segnalazioni al Giudice Sportivo colpiranno non solo i singoli, ma anche i club di appartenenza, colpevoli di non aver vigilato sui propri sostenitori.
  • Sospensione totale dell’attività: Il provvedimento più estremo. Se l’ambiente non tornerà sereno, la Federazione è pronta a sospendere l’intera attività agonistica regionale per la categoria Giovanissimi.

Un appello a Presidenti e Tecnici: isolate i violenti

Il ciclismo deve tornare a essere una “palestra di vita” e non una scuola di aggressività. La nota si conclude con un appello accorato ai vertici delle società siciliane: Presidenti e direttori tecnici devono farsi “sentinelle”, parlando chiaramente alle famiglie e isolando chiunque scambi una gara di bambini per una guerra personale.

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