Sospesa la convenzione tra FCI e Lega Ciclismo: รจ caos ai vertici del ciclismo italiano

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Una vera e propria bomba politica scuote le fondamenta del ciclismo italiano. Secondo le indiscrezioni bomba pubblicate da Andrea Fin su Ciclismoweb.net, siamo arrivati alla rottura definitiva, allo scontro frontale: il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, ha firmato una delibera presidenziale che sospende con effetto immediato la convenzione in essere con la Lega Ciclismo Professionistico.

Una decisione clamorosa, un vero e proprio tentativo di staccare la spina alla Lega guidata dall’On. Roberto Pella. La delibera dovrร  ora essere ratificata nel prossimo Consiglio Federale del 22 giugno, ma i suoi effetti politici e pratici sono giร  devastanti.

Il “Casus Belli”: la guerra dei diritti TV per i Tricolori Donne

A far traboccare un vaso giร  colmo di tensioni e dispetti reciproci sarebbe stata la gestione dei diritti televisivi del Campionato Italiano Donne Elite (in programma il prossimo 28 giugno).

La Lega Ciclismo avrebbe trattato direttamente la cessione dei diritti della corsa; un’azione considerata dalla FCI come un’invasione di campo intollerabile, dato che la Federazione ha giร  in essere un accordo storico e blindato con la Rai. Tanto รจ bastato a Dagnoni per far scattare la sanzione estrema.

Una tregua “armata” solo per i Professionisti

La mossa della FCI รจ una netta dimostrazione di forza, ma con il freno a mano parzialmente tirato. Nella delibera, infatti, Dagnoni ha voluto fare un mezzo passo indietro per salvaguardare l’imminente Campionato Italiano Professionisti e Crono Open in Piemonte, ritenendo provvisoriamente valida la delega della Lega solo per questi specifici eventi.

Il rischio, perรฒ, รจ evidente: la massima rassegna tricolore rischia di trasformarsi in un terreno di guerriglia politica, lasciando nel mezzo (e nel panico) gli organizzatori delle gare che fino a oggi avevano trovato nella Lega un punto d’appoggio fondamentale.

Lotta di potere: la ricostruzione di una faida infinita

Lo scontro affonda le radici in una complessa lotta di potere interna che va avanti da anni:

  • Il peccato originale del 2022: La Lega torna al centro delle cronache con l’elezione a presidente di Mauro Vegni (all’epoca direttore del Giro d’Italia). Quella mossa, che di fatto consegnava la Lega nelle mani di RCS Sport, non piacque a Dagnoni. Seguรฌ il ricorso in tribunale (firmato da Moreno Argentin) che portรฒ alla decadenza di Vegni e a ben 18 mesi di commissariamento sotto l’Avv. Cesare Di Cintio.
  • L’ascesa di Roberto Pella: Dopo la bufera e la bocciatura dello statuto del commissario, l’assemblea dei soci (capitanata da Paolo Bellino di RCS) ha approvato uno statuto “targato RCS”, portando all’elezione dell’On. Roberto Pella.
  • L’ospite ingombrante: Sotto la guida di Pella, la Lega รจ diventata un ospite decisamente troppo scomodo e autonomo per la FCI. Pella รจ riuscito ad attrarre un finanziamento statale record di 7 milioni di euro, creando una struttura finanziaria indipendente dalla Federazione, sostenendo gli organizzatori e ridando vita a corse storiche come il Giro di Sardegna. Inoltre, la Lega stava allargando le sue competenze anche al ciclismo femminile e ai team Continental.
  • Le dichiarazioni al veleno: giร  durante il Giro d’Italia, il presidente FCI Cordiano Dagnoni ha parlato di un rapporto non facile con la Lega Ciclismo.

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