Giro di Romandia 2026, Dorian Godon si prende la rivincita a Orbe

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Ieri aveva sfiorato il successo, battuto solo da un Pogačar in versione cannibale. Oggi Dorian Godon ha completato la sua rivincita personale: il campione di Francia ha vinto la quarta tappa del Giro di Romandia 2026, imponendosi nello sprint di un gruppo selezionato a Orbe davanti a Finn Fisher‑Black e Valentin Paret‑Peintre. Pogačar, stavolta, si è dovuto accontentare del quarto posto, ma conserva senza problemi la maglia di leader.

Una tappa nervosa, costruita attorno a un’unica grande difficoltà: il Col du Mollendruz (9 km al 6,1%), posto a 33 km dal traguardo. Una salita che prometteva selezione e attacchi, ma che alla fine ha prodotto soprattutto un gruppo ridotto e una volata per uomini resistenti.

Una fuga forte, un piano FDJ e una caduta che complica tutto

La corsa si è accesa presto con una fuga di sette corridori: Sam Oomen, Damiano Caruso, Georg Steinhauser, Lorenzo Germani, Josh Kench, Rémy Rochas e Steff Cras. Una formazione di qualità, con la Groupama‑FDJ United addirittura in superiorità numerica.

Il gruppo ha lasciato spazio, ma senza esagerare: Steinhauser era a soli 2’20’’ in classifica, troppo vicino per concedere libertà totale.

A metà tappa, una caduta nella fuga — causata da Rochas in una rotonda — ha coinvolto anche i suoi due compagni e Oomen. Tutti sono ripartiti, ma il ritmo si è spezzato proprio nel momento in cui serviva compattezza.

Sul Mollendruz Caruso ci prova, ma il gruppo non esplode

Sulla salita decisiva, Caruso è stato il più forte tra gli attaccanti, staccando tutti. In discesa, però, Steinhauser e Cras sono riusciti a rientrare, formando un terzetto che ha provato a giocarsi il tutto per tutto.

Dietro, la Red Bull‑BORA‑hansgrohe ha provato a fare selezione, riducendo il gruppo a una trentina di corridori. Per un attimo, Godon — staccato — sembrava fuori dai giochi, ma grazie al lavoro dei compagni è riuscito a rientrare proprio nel momento decisivo.

Nessun attacco di peso da parte dei big: né Lipowitz né Martinez né Pogačar hanno trovato il momento giusto per scattare. La corsa si è così indirizzata verso un finale a ranghi ristretti.

Il terzetto resiste fino ai -2 km, poi è sprint

Caruso, Steinhauser e Cras hanno lottato fino all’ultimo, mantenendo una decina di secondi di vantaggio fino ai -5 km. Ma il lavoro combinato di INEOS Grenadiers e Lidl‑Trek ha chiuso definitivamente il gap all’ingresso dell’ultimo chilometro.

Da lì, solo sprint.

Godon, pilotato alla perfezione da Carlos Rodríguez, ha lanciato una volata potente e pulita, resistendo al ritorno di Fisher‑Black. Per il francese è la seconda vittoria in questa edizione, dopo il successo nella prologo.

Pogačar, sempre vigile, ha chiuso quarto senza rischiare nulla.

Classifica generale: Pogačar sempre più saldo

La top‑10 di tappa:

  1. Dorian Godon (INEOS Grenadiers)
  2. Finn Fisher‑Black (Red Bull‑BORA‑hansgrohe)
  3. Valentin Paret‑Peintre (Soudal‑Quick Step)
  4. Tadej Pogačar (UAE Emirates XRG) …

In classifica generale:

  • Pogačar resta leader con 17’’ su Florian Lipowitz
  • Lenny Martinez è terzo a 26’’
  • Nordhagen quarto a 33’’

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