La resa dei conti al Tour de France 2026 passa per l‘Alpe d’Huez, una delle montagne più iconiche, della storia del ciclismo. Le ultime due grandi tappe alpine della Grande Boucle si concluderanno infatti sulla mitica vetta alpina. E non sarà l’unica, visto che nella giornata di sabato ci sarà anche il Col du Galibier, altra cima mitica della corsa francese.
Un vero e proprio monumento a cielo aperto che si appresta a decidere chi vestirà definitivamente la Maglia Gialla a Parigi.
La storia dell’Alpe d’Huez: la “Montagna degli Olandesi” e i 21 tornanti d’autore
Inserita per la prima volta nel percorso del Tour de France nel 1952 – con la storica vittoria di Fausto Coppi –, l’Alpe d’Huez è diventata nel tempo il simbolo stesso del ciclismo moderno. I suoi 21 tornanti, ciascuno intitolato ai vincitori delle tappe che vi si sono concluse, sono una scalinata verso la gloria sportiva.
Soprannominata la “Montagna degli Olandesi” per via dei successi storici dei corridori dei Paesi Bassi (da Joop Zoetemelk a Peter Winnen), l’Alpe d’Huez torna nel percorso del Tour a quattro anni di distanza dall’ultima volta. Un’ascesa capace di regalare un’atmosfera unica al mondo, con centinaia di migliaia di tifosi a fare da ala di folla ai corridori su pendenze da brivido.
Tappa 19, venerdì 24 luglio 2026: Gap – Alpe d’Huez (127,9 km)
Breve, esplosiva e senza respiro
La diciannovesima frazione è un concentrato di pura adrenalina: solo 127,9 chilometri ma con ben 3500 metri di dislivello.
I corridori affronteranno la salita fin dai primi metri con il Col Bayard (4,7 km al 7,2%), seguito quasi a ruota dal severo Col du Noyer (7,2 km all’8,5%). Dopo un tratto centrale di fondovalle ondulato di circa cinquanta chilometri, la corsa affronterà il Col d’Ornon (5,4 km al 6,4%), che scollinerà a 28,7 km dalla conclusione.
Una rapida discesa condurrà poi ai piedi dell’ascesa classica verso l’Alpe d’Huez: 13,8 chilometri all’8,1% di pendenza media e punte massime dell’11,5%. I 21 tornanti vedranno lo scontro diretto, secco e senza tatticismi, tra i grandi scalatori.
Tappa 20, sabato 25 luglio 2026: Le Bourg d’Oisans – Alpe d’Huez (170,9 km)
Il mostruoso tappone alpino col Galibier e il Col de Sarenne
La penultima frazione è la vera e propria “tappa regina” di questa edizione: 170,9 chilometri, quattro GPM (di cui tre Hors Catégorie) e quasi 5500 metri di dislivello complessivo.
Si parte da Le Bourg d’Oisans attaccando subito il lungo e irregolare Col de la Croix de Fer (24 km al 5,2%). Superata la prima metà di gara, i corridori scaleranno la mitica accoppiata formata da:
- Col du Télégraphe: 11,9 km al 7,1%
- Col du Galibier: 17,7 km al 6,9%, che con i suoi 2642 metri di altitudine rappresenta il Cima Coppi di questo Tour.
Dopo un’infinita discesa dal Galibier, si approccerà l’inedito e durissimo Col de Sarenne (12,8 km al 7,3%). Giunti in vetta alla Sarenne, mancheranno solo 14,4 chilometri al traguardo: un finale insidioso composto da brevi tratti in picchiata e leggeri rilanci in salita che condurranno direttamente all’arrivo dell’Alpe d’Huez, approcciata questa volta dal versante opposto. Un finale epico per incoronare il re del Tour de France 2026.









