Alex Zanardi, il Campione che ci ha insegnato a guardare “la metà che resta”

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Il mondo del ciclismo e dello sport piange la scomparsa di Alex Zanardi. Non se ne va solo un pluricampione olimpico, ma l’uomo che ha rivoluzionato il concetto di limite. Dalla tragedia del Lausitzring alla leggendaria “Regola dei 5 secondi”, ecco l’eredità che Alex lascia a tutti noi.

È una notizia che non avremmo mai voluto dare, arrivata come un colpo al cuore in questa mattinata di maggio: Alex Zanardi ci ha lasciati. Pilota, atleta, ma soprattutto un esempio di resilienza che ha trasformato la percezione della disabilità in Italia e nel mondo. Se n’è andato un uomo che non ha mai smesso di correre, anche quando la vita ha provato a fermarlo, prima con lo schianto del 2001 e poi con il drammatico incidente in handbike di sei anni fa.

“Ho guardato la metà che era rimasta”

La grandezza di Alex è nata tra le lamiere e il dolore del 2001, al Lausitzring. Dopo 16 operazioni, 7 arresti cardiaci e la perdita di quasi tutto il sangue in corpo, il risveglio senza le gambe avrebbe abbattuto chiunque. Non lui. In quel momento è nata la sua “seconda vita”, sigillata da una frase che resterà scolpita nella storia dello sport: “Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa”.

È con questa filosofia che Alex ha scoperto l’handbike, un amore nato quasi per sfida e per un incredibile scherzo del destino: l’incontro con un’altra leggenda, Vittorio Podestà, avvenuto mentre i due si contendevano un parcheggio. Vedendo quella “strana bici” sul tetto dell’auto di Vittorio, Alex ha capito che la sua nuova strada sarebbe stata quella del paraciclismo.

La “Regola dei 5 Secondi”: l’ultimo sforzo verso la gloria

Per Alex, l’handbike non era un ripiego, ma una “figata pazzesca”. Ha lasciato il mondo dorato dei motori per sudare sull’asfalto, conquistando quattro ori paralimpici (Londra 2012 e Rio 2016) e dodici maglie iridate.

Ma per noi di Ultimo Chilometro, il suo insegnamento più grande resta la “Regola dei 5 Secondi”. Una filosofia che ogni ciclista dovrebbe tatuarsi sul cuore: quando senti che le braccia bruciano, che i polmoni esplodono e pensi di aver finito le energie, resisti altri cinque secondi. Alex spiegava che è proprio in quel brevissimo arco di tempo che gli avversari cedono e che tu, invece, trovi la forza per vincere. Una regola valida in gara, ma soprattutto nella vita.

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