Cairo scorpora il Giro d’Italia dal gruppo RCS: in arrivo un fondo arabo a rilevarlo?

Ultimo Chilometro
Abbonati a Ultimo Chilometro
Sostieni il progetto, accedi ai contenuti premium e vivi il ciclismo con una marcia in più.
Scopri i vantaggi

Clamorosa svolta finanziaria nel mondo del ciclismo professionistico. Attraverso un corposo documento di 408 pagine depositato in Borsa, il gruppo guidato da Urbano Cairo ha ufficializzato la «scissione parziale mediante scorporo di RCS MediaGroup in favore di RCS Sports&Events».

In termini pratici significa una cosa sola: il Giro d’Italia e il pacchetto delle grandi corse storiche italiane vengono ufficialmente separati dal settore dell’editoria (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport). Sul mercato l’interpretazione è unanime: lo spacchettamento è il preludio a una clamorosa cessione, e tutti gli indizi portano dritti ai capitali del Medio Oriente.

Il Giro e le Classiche Monumento: un tesoro isolato dal resto del gruppo

L’operazione sposta il 100% delle attività di RCS Sport all’interno della srl RCS Sports&Events. Questo significa che all’interno del blocco isolato e potenzialmente sacrificabile sul mercato ci sono i gioielli più preziosi del ciclismo mondiale:

  • Il Giro d’Italia: La Corsa Rosa, un brand globale capace di generare introiti colossali tra diritti TV e sponsorizzazioni.
  • Le grandi Classiche del ciclismo: Monumenti storici come la Milano-Sanremo e il Giro di Lombardia, oltre alla Tirreno-Adriatico e alla neonata ma popolarissima Strade Bianche.
  • La vetrina mediorientale: L’UAE Tour, corsa a tappe che si disputa negli Emirati Arabi Uniti e che rappresenta già da anni un ponte tra via Solferino e il Golfo Persico.

Tutto questo pacchetto viaggerà ora su un binario societario totalmente indipendente da giornali e TV (e anche dal Torino Calcio, che rimane blindato nella holding personale di Cairo).

I numeri: il ciclismo è una macchina da soldi

I dati del bilancio 2025 spiegano chiaramente perché questo asset faccia gola ai grandi investitori internazionali. Il ciclismo targato RCS non è un settore in crisi, tutt’altro: è caratterizzato da “una marginalità apprezzabile ed in veloce sviluppo”.

  • Ricavi e sponsor: Nel 2025, l’area legata agli eventi sportivi ha registrato un introito complessivo di 43,7 milioni di euro.
  • Il valore della scissione: La nuova società sportiva è stata iscritta con un valore patrimoniale di 15,96 milioni di euro, una cifra puramente contabile che in caso di vendita reale verrebbe moltiplicata più volte proprio in virtù dell’appeal del brand Giro d’Italia.

L’ombra di PIF e il progetto della Super-Lega “One Cycling”

Perché l’ombra dei fondi arabi si fa così concreta dopo questo annuncio? I primi rumors erano già circolati alla fine del 2024, quando emersero i dettagli sul progetto One Cycling, la super-lega finanziata dal fondo sovrano saudita PIF (Public Investment Fund) che punta a rivoluzionare il ciclismo globale sul modello del grande circuito della Formula 1 o del golf.

Per mettere le mani sul ciclismo mondiale e creare un calendario unico e ultra-redditizio, i fondi del Golfo hanno bisogno di possedere i grandi eventi. Se il Tour de France (ASO) resta blindato, il Giro d’Italia e le grandi corse di RCS sono ora, per la prima volta nella storia, isolate in una scatola societaria autonoma. Con la firma dello scorporo, Urbano Cairo ha formalmente apparecchiato la tavola: l’assalto miliardario dei fondi arabi alla Corsa Rosa potrebbe essere molto più vicino del previsto.

Domande sul mondo del ciclismo? Chiedi alla nostra AI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *