Pella a Dagnoni: “Ti mando la Corte dei Conti”. Continua lo scontro tra FCI e Lega

Cordiano Dagnoni

La tensione tra FCI e Lega Ciclismo torna a esplodere. Si parla ormai apertamente di una Lega “diventata una sorta di Federazione ombra”, guidata dall’onorevole Roberto Pella, e si parla anche dell’interessamento del Coni per fare chiarezza sulla gestione dei fondi provenienti da Sport e Salute. Secondo La Repubblica, la Federazione avrebbe “innalzato il livello di vigilanza”.

Dagnoni: “La Lega lavora su delega, non al posto della Federazione”

Il presidente FCI entra subito nel merito nell’intervista rilasciata a Cosimo Cito e rilanciata da Tuttobiciweb: “La Lega è un’emanazione della Federazione, lavora su delega della Federazione, non in sua vece”, ribadisce Dagnoni. E aggiunge un passaggio significativo: “Ho insistito perché tenessimo in vita la Lega, un organo storico del nostro ciclismo, lasciandole un’operatività ben delimitata: il professionismo. Ma questa Lega si è molto allargata”.

Secondo Dagnoni, la Lega avrebbe esteso il proprio raggio d’azione oltre il professionismo, coinvolgendo:

  • ciclismo femminile, che non è professionistico
  • squadre Continental, considerate realtà dilettantistiche

Un allargamento che, per il presidente federale, non sarebbe legittimo.

“Pella bravo a trovare fondi, ma al ciclismo arrivano briciole”

Dagnoni non risparmia critiche al presidente della Lega: “Pella non conosce affatto le regole dell’ambiente. Nel suo ruolo di deputato è molto bravo nel reperire fondi, anche pubblici. Ma quelli che trova ricadono solo di striscio sul ciclismo. Agli organizzatori arrivano briciole”.

Una dichiarazione pesante, che conferma quanto il rapporto tra i due vertici sia ormai logorato.

I numeri: “La Lega prende 3,5 milioni. La FCI, con 100mila tesserati, ne riceve 9”

Dagnoni entra anche nel dettaglio dei contributi pubblici: “Lo scorso anno noi, con 100mila tesserati e l’attività olimpica da sostenere, abbiamo ricevuto 9 milioni da Sport e Salute. La Lega, che rappresenta 18-19 società, ha preso circa 3 milioni e mezzo”.

Un confronto che, nelle intenzioni del presidente, serve a evidenziare una sproporzione tra rappresentatività e risorse.

Il coinvolgimento del Coni e lo scontro diretto

Il presidente FCI conferma che il Coni ha chiesto un incontro con il ministro Abodi, Sport e Salute e la Federazione. L’ultimo consiglio federale ha votato all’unanimità per l’intervento dei revisori dei conti.

Poi il passaggio più duro: “Pella ha provato a intimidirmi dicendomi: ‘Stai attento che ti mando la Corte dei Conti’. Gli ho risposto che può fare quello che vuole, noi siamo tranquillissimi”.

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