Il ciclismo non stacca la spina neanche durante il giorno di riposo. Dopo il vespaio di polemiche alzato dai blitz notturni ai danni di Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard, la morsa dei controlli antidoping al Tour de France 2026 è tornata a farsi sentire lunedì sera. Stavolta è toccato alla Red Bull – BORA – hansgrohe di Remco Evenepoel ricevere la visita a sorpresa degli ispettori dell’ITA intorno alle 22:00, proprio mentre gran parte degli atleti era già a letto.
A rivelarlo è stato il team manager della squadra tedesca, Ralph Denk, durante un intervento al notiziario mattutino della rete TV tedesca ZDF.
Tutti gli 8 corridori testati: la conferma del team
Denk ha raccontato con grande trasparenza lo svolgimento delle operazioni nel quartier generale della squadra: «Anche noi siamo stati controllati ieri sera. Alcuni corridori stavano già dormendo e si sono dovuti svegliare per effettuare i test. È innegabile che tutto questo ostacoli il recupero fisico in una fase fondamentale della corsa, ma veniamo da un passato oscuro nel ciclismo ed è giusto che vengano fatti questi controlli».
Successivamente, un portavoce della formazione ha confermato che l’intera rosa dei otto corridori al Tour è stata sottoposta ai prelievi. Un blitz arrivato alla vigilia dell’importantissima cronometro di martedì, nella quale Evenepoel — attuale secondo nella classifica generale a 5’00” da Pogačar — parte tra i primissimi favoriti.
Nessuna autorizzazione speciale: test nei limiti del regolamento
A differenza dei controlli eseguiti nel cuore della notte tra le 2:00 e le 5:00 del mattino su Vingegaard e Pogačar — per i quali l’ITA aveva dovuto richiedere un’autorizzazione formale al Giudice di Parigi per “gravi sospetti” —, il blitz alle 22:00 rientra pienamente nella finestra oraria ordinaria consentita dai regolamenti (che va dalle 6:00 alle 23:00). Nessuna deroga speciale, quindi, ma la conferma di una strategia di screening a 360 gradi e senza preavviso.
«I regolamenti consentono controlli fino a tarda sera — ha aggiunto Denk —. Serve a garantire che il nostro sport rimanga pulito e credibile, per questo fa parte del gioco».
Secondo quanto riportato da Het Laatste Nieuws, la Red Bull non è stata l’unica squadra visitata lunedì sera: gli ispettori hanno bussato anche alle porte della Pinarello Q36.5 (alloggiata nello stesso hotel), della XDS Astana e della Soudal Quick-Step.









