Giro d’Italia Women 2026, Demi Vollering conquista le Dolomiti

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Spettacolo doveva essere e spettacolo immenso è stato. Il primo assaggio di Dolomiti del Giro d’Italia Women 2026 non ha tradito le attese, regalando una quinta tappa (da Longarone a Santo Stefano di Cadore, 146 km) corsa a ritmi folli e accesa dalla bagarre tra le big della generale a quasi 60 chilometri dalla conclusione. Alla fine, in una volata ristretta a quattro, a braccia alzate ci è andata Demi Vollering (FDJ United-SUEZ), che ha timbrato la sua prima storica vittoria di tappa nella Corsa Rosa.

La notizia in ottica classifica, tuttavia, è che la Maglia Rosa Anna van der Breggen (SD Worx-Protime) ha risposto colpo su colpo agli attacchi della rivale, chiudendo in seconda piazza e concedendole soltanto i secondi di abbuono. Insieme al tandem delle meraviglie olandese hanno tagliato il traguardo due splendide realtà: la tedesca Antonia Niedermaier (Canyon/SRAM) e la giovanissima canadese Isabella Holmgren (Lidl-Trek), entrambe brillantissime sulle rampe dolomitiche.

La scintilla di Reusser e i fuochi d’artificio sul Sant’Antonio

La frazione ha vissuto una prima fase ad altissima andatura propiziata da un tentativo di fuga monster composto da ben 22 atlete, tra cui le italiane Erica Magnaldi ed Eleonora Camilla Gasparrini (UAE Team ADQ). Ma i piani delle battistrada sono saltati precocemente quando, già lungo le rampe del Passo di Sant’Antonio, la Movistar ha deciso di far saltare il banco. Marlen Reusser ha infatti sferrato un attacco a sorpresa da un gruppo maglia rosa già molto selezionato, innescando la reazione a catena di tutte le favorite.

La mossa dell’elvetica ha fatto da sponda al forcing di Demi Vollering. La capitana della FDJ United-SUEZ ha iniziato a tempestare di scatti la salita, trovando l’immediata e continua risposta di Van der Breggen e di una solidissima Niedermaier. L’azione ha fatto rientrare le big sulle superstiti della fuga mattutina, tra cui Dickson e Cavallar, preziose pedine d’appoggio per le proprie leader.

Cedimenti, tattiche e la difesa di Longo Borghini

Se nella prima parte la tattica ultra-offensiva di Marlen Reusser aveva infiammato la corsa, sul primo passaggio della salita di Costa alla svizzera si è letteralmente spenta la luce, scivolando in una dura difesa che al traguardo le è costata un passivo pesante di 53 secondi.

Discorso opposto per Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ). La campionessa italiana, conscia di non avere il cambio di ritmo fulmineo delle olandesi in salita, ha gestito le energie in modo magistrale. Ha fatto l’elastico, non è scattata e ha scalato le vette dolomitiche con il proprio passo. Una tattica saggia che le ha permesso di limitare i danni, chiudendo a soli 15 secondi dal quartetto di testa. Meno fortunata la mossa di Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco): la valtellinese ha tentato il colpaccio attaccando in discesa, ma ha speso troppo e sul secondo passaggio di Costa è rimbalzata indietro esausta.

Volata regale a Santo Stefano di Cadore

Nel finale c’è stato spazio per l’ultimo forcing ravvicinato della Vollering per staccare la Maglia Rosa, seguito da una contromossa in discesa proprio di Van der Breggen. Le quattro di testa si sono così presentate appaiate sul rettilineo d’arrivo di Santo Stefano di Cadore, dove la Vollering ha fatto valere la sua netta superiorità nello sprint ristretto.

La classifica generale vede ancora saldamente in vetta Anna van der Breggen, che conserva 1’00” esatto su Demi Vollering e 1’24” su Antonia Niedermaier. I distacchi rimangono invariati, ma la sensazione è che il Giro d’Italia Women sia più vivo che mai: per spodestare questa Van der Breggen, alla Vollering servirà un vero e proprio capolavoro nell’attesissimo arrivo sul Colle delle Finestre.

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