Presidente Dagnoni, adesso faccia una telefonata a Luca Guercilena

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Il monumentale ribaltone in casa Lidl-Trek, con l’annuncio dell’addio di Luca Guercilena al termine del Tour de France 2026, non è soltanto una notizia di ciclomercato dirigenziale. È, prima di tutto, un’opportunità d’oro che si palesa davanti al ciclismo italiano. Un treno ad altissima velocità che la Federazione Ciclistica Italiana ha il dovere morale e strategico di provare a fermare.

Per questo motivo, dalle pagine di Ultimo Chilometro, ci sentiamo di lanciare un invito chiaro, diretto e quanto mai urgente: presidente Cordiano Dagnoni, prenda il telefono e faccia una chiamata a Luca Guercilena.

Un palmarès da manager, un cuore da preparatore

Non capita tutti i giorni che uno dei dirigenti più stimati, vincenti e strutturati del WorldTour torni “sul mercato” privo di vincoli contrattuali. Guercilena lascia la Lidl-Trek dopo 16 stagioni che hanno ridefinito gli standard di gestione di una squadra professionistica. Ma l’Italia non si troverebbe di fronte a un semplice “gestore di risorse”. Il manager milanese unisce due anime rare nel ciclismo moderno: la visione apicale del grande dirigente d’azienda e la competenza scientifica, sul campo, del preparatore atletico di altissimo livello.

Sotto la sua sapiente regia sono passati pezzi di storia recente di questo sport. C’era la sua firma dietro i trionfi leggendari di Fabian Cancellara nelle Classiche Monumento; c’è stata la sua mano nella crescita e nella consacrazione globale di un talento purissimo come Mads Pedersen; ed è stato sempre lui a credere, coccolare e lanciare definitivamente nel firmamento dei velocisti il nostro Jonathan Milan.

In più, Guercilena ha dimostrato negli anni una straordinaria capacità di attrazione commerciale. È stato l’uomo capace di dialogare con i colossi globali, portando nel ciclismo marchi del calibro di Segafredo Zanetti e, recentemente, blindando il futuro del team con l’ingresso di Lidl. Un profilo poliedrico che spazia dalla scienza dello sport al marketing d’alto livello.

Un valore aggiunto per la Nazionale e per Roberto Amadio

Attualmente, la guida delle Nazionali azzurre è affidata alle sapienti mani di Roberto Amadio, una figura di grande esperienza che sta portando avanti il suo lavoro con dedizione. L’inserimento di una figura come Guercilena non andrebbe inteso come un commissariamento o una sovrapposizione, bensì come un clamoroso potenziamento strutturale.

Il ciclismo moderno è diventato una questione di dettagli infinitesimali, di marginal gains, di sinergie tra tecnologia, preparazione mentale, alimentazione e gestione politica all’interno del gruppo. Inserire Luca Guercilena nei quadri della Federciclismo – magari con un ruolo di supervisione strategica, di coordinamento o di sviluppo delle sinergie tra i club e le Nazionali – significherebbe fare quel salto di qualità che l’Italia insegue da tempo nei confronti delle altre superpotenze europee.

Caro Presidente Dagnoni, un uomo con il bagaglio, l’esperienza e la fame di sfide di Luca Guercilena non rimarrà libero a lungo. Le grandi corazzate straniere sono già alla finestra. Ma la maglia azzurra ha un fascino unico. Faccia quella telefonata. Mostri che l’Italia del ciclismo vuole i migliori per tornare sul tetto del mondo.

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