Jonas Vingegaard lancia la sfida a Pogačar: “Sono più forte che nel 2023. Il Giro mi ha dato fiducia”

Denmark’s Jonas Vingegaard Hansen of Team Visma | Lease A Bike (Pink jersey) winner of the race on the podium with the trophy (trofeo senza fine) during Stage 21 of the Giro d’Italia from Rome to Rome, Italy. Monday May 31, 2026 (Photo by Fabio Ferrari/LaPresse)
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Il guanto di sfida è ufficialmente lanciato, e ha il peso specifico di un’autentica dichiarazione di guerra sportiva. Dal ritiro in altura di Tignes, Jonas Vingegaard rompe il silenzio e manda un messaggio chiarissimo a Tadej Pogačar: per la conquista del Tour de France 2026, bisognerà fare i conti con la versione migliore di sempre del calabrone danese.

Reduce da un Giro d’Italia letteralmente cannibalizzato – chiuso con cinque vittorie di tappa e un abisso di 5’22” su Felix Gall –, il capitano della Visma | Lease a Bike sente di aver finalmente completato la sua rinascita dopo i fantasmi degli infortuni passati.

“I momenti difficili sono alle spalle: sono tornato”

Nel video diffuso dal team, Vingegaard non si nasconde dietro la classica diplomazia pre-Tour. La fame di riprendersi lo scettro strappatogli da Pogačar nelle ultime due edizioni è evidente:

“Dall’incidente del 2023, tornare a vincere il Tour è sempre stato il mio chiodo fisso. Ci sono stati momenti durissimi, ma ora sento che sono alle spalle. Finalmente sono tornato a essere me stesso. Anzi, vi dirò di più: sento di essere persino più avanti di allora, sono una versione ancora più forte di me stesso rispetto al 2023“.

Il trionfo in maglia rosa ha dato a Jonas e a tutta la squadra la consapevolezza matematica di poter tentare l’impresa della doppietta Giro-Tour: “Credo molto in me stesso e questo fa in modo che anche gli altri credano nel nostro piano”.

La spinta azzurra per l’impresa: lo scudiero Piganzoli e il fattore Affini

Le parole di Vingegaard acquistano un significato ancora più profondo se lette in parallelo con l’ufficializzazione della selezione Visma. Con il forfait dell’ultimo minuto di Wout van Aert, la squadra ha deciso di scommettere sul talento purissimo di Davide Piganzoli, blindando una spina dorsale a trazione italiana.

Per supportare le ambizioni del danese, la Visma ha infatti scelto di schierare una coppia azzurra di altissimo profilo:

  1. Edoardo Affini: Sarà la solida certezza in pianura. Insieme a passisti del calibro di Campenaerts, avrà il compito di proteggere Vingegaard dal vento, dalle cadute e dalle trappole delle prime tappe veloci.
  2. Davide Piganzoli: È l’uomo del destino. Straordinario ottavo nella generale del Giro d’Italia, dove è stato l’angelo custode del danese sulle vette più dure, il ventitreenne valtellinese è stato chiamato per garantire quella “moneta pesante” in salita che servirà a scardinare la corazzata UAE di Pogačar, andando ad affiancare Sepp Kuss e Matteo Jorgenson.

La sfida tra i due giganti del ciclismo moderno sta per cominciare. Pogačar ha dominato l’inizio del 2026, ma Vingegaard – scortato dal cuore e dai cavalli dei due italiani – è convinto di avere in mano le carte per riprendersi la maglia gialla.

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