Il grande giorno delle scelte ufficiali si avvicina, ma le carte in tavola potrebbero clamorosamente cambiare all’ultimo secondo. Domani, martedì, il Team Visma | Lease a Bike svelerà la selezione definitiva per il Tour de France 2026. Se fino a poche ore fa la sostituzione dell’infortunato Wout van Aert sembrava una questione privata tra Wilco Kelderman e Ben Tulett, nelle ultime ore è emerso un nome totalmente a sorpresa che fa sognare i tifosi italiani: Davide Piganzoli.
Secondo quanto lanciato da La Gazzetta dello Sport e ripreso dai media internazionali, il ventitreenne scalatore valtellinese sarebbe tornato prepotentemente in corsa per l’ultimo pass rimasto libero per la Grande Boucle.
Il retroscena: dal no iniziale al possibile “double” Giro-Tour
Il forfait di Van Aert, fermato da una gravissima infezione al gomito che lo ha costretto persino al ricovero in ospedale, ha aperto una vera e propria falla nella corazzata giallo-nera. Inizialmente, l’idea di catapultare al Tour un giovane come Piganzoli – che ha già corso un Giro d’Italia dispendioso – sembrava da escludere. Sostenere due Grandi Giri in tre mesi a soli 23 anni è uno sforzo immane e non pianificato.
Tuttavia, i vertici della Visma starebbero vacillando per due motivi fondamentali: la condizione straripante dell’azzurro e le necessità tattiche di Jonas Vingegaard. Piganzoli è reduce da un Giro d’Italia da urlo, chiuso all’ottavo posto in classifica generale dopo essere stato l’angelo custode del danese in salita. Come se non bastasse, la scorsa settimana il valtellinese ha letteralmente dominato e vinto la Route d’Occitanie. Sebbene il corridore avesse smentito un suo approdo in Francia subito dopo il successo, le indiscrezioni interne dicono il contrario.
Come cambierebbe la Visma con Davide Piganzoli al Tour
L’inserimento di Davide Piganzoli trasformerebbe la Visma in una squadra quasi esclusivamente trazione posteriore per le grandi montagne. Con Edoardo Affini, Per Strand Hagenes e Victor Campenaerts a gestire la pianura, lo scalatore azzurro andrebbe a formare una batteria di scalatori spaventosa per supportare Vingegaard, affiancando Sepp Kuss, Matteo Jorgenson e Bruno Armirail.
I giochi sono fatti, la decisione è interna e verrà comunicata nelle prossime 24 ore. L’Italia del ciclismo incrocia le dita: vedere il talento di Piganzoli sulle strade del Tour, dopo la splendida primavera vissuta, sarebbe l’ennesimo regalo di questo magico giugno 2026.









