Da Biella a Varazze in bicicletta: 200 km di divertimento

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Mi chiamo Marta, ho 33 anni e da circa sei anni vado in bici, ma solo da poco questo mezzo è diventato una vera passione. Dopo tante uscite, chilometri e fatiche, ho sentito il bisogno di mettermi alla prova con qualcosa di più grande: un viaggio in solitaria da Biella a Varazze, circa 200 chilometri attraverso risaie, colline, boschi e infine il mare. Un percorso che unisce pianura, salite dolci e tratti più impegnativi, passando dal Monferrato fino all’Appennino ligure, prima di tuffarsi verso la costa.

I primi tempi in cui ci si abitua a uno sport duro e selettivo non sono semplici: non si è sereni, non si è disinvolti. Ma quando, con calma e pazienza, si raggiunge la consapevolezza di poter stare in sella per ore, pensando solo alla fatica bella e al paesaggio che scorre, allora sì… si può partire davvero. E il primo viaggio, un po’ come il primo amore, non si scorda mai.

Il viaggio

Siamo al 25 maggio e durante la serata mi consulto con amici e familiari, scarico quella che sembra la migliore traccia sul mio Garmin, preparo scorte mangerecce e due borse da sistemare sulla bici; ci tengo a precisare che una buona ed accurata preparazione è molto importante, perché so che dovrò contare solo su me stessa e su quello che troverò sul tragitto, quindi le regole fondamentali a mio parere sono leggerezza e organizzazione, per tutto il resto sarà il viaggio in sé a creare l’avventura; non nascondo anche un briciolo di preoccupazione, infatti dovrò percorrere parecchi chilometri in solitaria partendo da Biella con arrivo a Varazze (circa 200 per l’esattezza).

La partenza da Biella

La sveglia suona molto presto e dopo una sostanziosa colazione salgo in sella e parto alle 6 per poter godere della freschezza del mattino; come previsto i primi chilometri scorrono lisci come l’olio e la testa è libera da ogni pensiero e le gambe spingono con un buon ritmo! Percorro senza soste i primi 50 km quando, poco prima di raggiungere Trino trovo la strada chiusa per manutenzione, così facendo dietro front mi ritrovo nel centro del paese di Ronsecco a chiedere informazioni per poter raggiungere Trino nel minor tempo possibile, ed in un baleno mi trovo nel bar del centro a prendere il caffè con una signora gentilissima che mi spiega la nuova “traccia”: una stradina piccola che passa tra le risaie e i campi, dopo poco eccomi a contemplare l’abbazia di Santa Maria di Lucedio che oggi è una grande azienda agricola, ma resta molto dell’antico monastero medievale che venne eretto dai cistercensi nel XII secolo. Ogni cambio di programma può portare a sorprese belle e inaspettate!

Poi via riprendo a pedalare veloce fino al ponte sul Po, passando per Pontestura e lasciandomi sulla destra il bellissimo Santuario di Crea, così in lontananza scorgo le prime colline del Monferrato… Come seconda tappa per rinfrescarmi e mangiare scelgo Moncalvo, ridente cittadella arroccata, che mi porta anche ad un deciso cambio di ritmo e mi ricorda che iniziano le salite e i tipici “mangia e bevi” della zona; in sequenza passo diversi paesi: Grazzano Badoglio, Ottiglio, Vignale Monferrato, Fubine, Felizzano, Oviglio ed infine giungo a Nizza Monferrato quando il caldo e la stanchezza iniziano a farsi sentire in modo prepotente.

Fortunatamente il paesaggio che mi circonda riesce in qualche modo a distrarmi, così invece che concentrarmi sulle gambe affaticate mi godo il panorama di queste colline infinite, dove vedo filari e filari di vigneti, apprezzo le discese che mi rinfrescano dopo ogni salita e apprezzo trovare spesso e volentieri qualche fontanella nelle piazze delle varie cittadine così che riesco a bagnarmi e a riempire le borracce.

Verso Acqui Terme

Percorro per un po’ di chilometri la SP456, e trovo una bella e massacrante salita che collega Nizza Monferrato ad Acqui Terme, e qui la natura che mi circonda è notevole: ci sono boschi di acacie, di castagni e di faggi che tutti insieme creano delle piacevolissime fasce di ombra sulla strada caldissima del mezzodì. Proprio ad Acqui Terme decido di fermarmi per la terza sosta e sono molto stanca, tanto da pensare di non farcela a continuare l’avventura e prendermi un treno fino al mare…Mi prendo del tempo, visito un pochino la città, con la sua bellissima piazza principale dove sorge la famosa fontana chiamata ‘la Bollente’, dalla quale sgorga acqua termale alla temperatura di 75 gradi!

Mangio e bevo molto e provo a consultarmi con amici e famigliari col risultato che tutti mi spingono a proseguire e a tenere duro, che il più è fatto! Leggo su Maps che per arrivare a Sassello mi mancano ancora 30 km e circa 800 metri di dislivello, ma dopo una lunga pausa e un mega gelato sono pronta a ripartire ed è più facile tornare a pedalare quando si inizia a percepire il profumo del mare in lontananza.

In breve mi trovo su una strada bellissima (SP334), per nulla trafficata e con una pendenza tra 3-6%, gli alberi che mi fanno la giusta fascia di ombra, così non mi rendo nemmeno conto della distanza che ho già nelle gambe, semplicemente mi guardo intorno e ammiro questa vallata immersa nella natura, lungo la quale scorre il fiume Erro… dopo il caldo delle colline del basso Monferrato non avrei mai immaginato di poter godere di un po’ di freschezza e pedalando tocco Pareto, Malvicino, Cartosio e Melazzo con un picco finale di pendenza che però non supera l’8% giungo a Sassello! Che bel paesino!

Il centro è un brulicare di gente che si ritrova al bar o nella piazza centrale, oppure ancora gruppi di persone che giocano a bocce lungo la strada, proprio dove mi fermo per riempire l’acqua a una bella fontana e insomma, tanti curiosi si fermano e mi chiedono dove vado e da dove arrivo, così chiacchierando mi fermo a prendere un caffè accompagnato dai famosi e tipici biscotti del posto, gli amaretti!

Verso il mare

Sono arrivata a circa 160 km e 1400 m di dislivello, ma la strada non ha ancora deciso di scollinare definitivamente, infatti uscendo da Sassello ho ancora un po’ di percorso  in falso piano fino a Giovo Ligure.

 Finalmente discesaaaaaaa!! Vedo il mare in lontananza e sembra ancora troppo lontano…ma no forse è solo la stanchezza o il caldo che mi confonde un po’.  Arrivo a San Martino, abbandono la strada grande e prendo la SP 542, che in un battito d’ali mi porta direttamente a Varazze… Una volta che ho messo in sicurezza la bici sul molo mi tuffo nell’acqua fresca e rigenerante!

E che posso aggiungere…?

Una grande emozione e felicità completano questa meravigliosa avventura!

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