Le ONG chiedono all’UCI di sospendere la UAE Team Emirates di Tadej Pogacar

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A quattro giorni dal Grand Départ di Barcellona, una vera bomba scuote il ciclismo mondiale. Una coalizione di organizzazioni per i diritti umani – tra cui FairSquare, Sudan Unlimited, Solidarietà Cristiana Mondiale e l’Istituto per i Diritti Umani e la Democrazia del Bahrain – ha chiesto all’UCI la “sospensione immediata” della UAE Emirates XRG, la squadra del fuoriclasse Tadej Pogačar.

La richiesta, resa pubblica tramite un comunicato di FairSquare, punta il dito contro il ruolo degli Emirati Arabi Uniti nel sostenere una delle fazioni coinvolte nella guerra civile in Sudan, definita dalle Nazioni Unite come “la peggiore crisi umanitaria e migratoria del mondo”.

FairSquare: “Le gare più importanti usate come schermo mediatico”

Nel comunicato, FairSquare afferma che la squadra ciclistica sarebbe diventata uno strumento di immagine per gli Emirati Arabi Uniti: “La UAE Emirates XRG ha permesso agli Emirati di usare le gare più seguite al mondo come uno schermo per proiettare un’immagine positiva, nonostante i collegamenti con le forze militari che stanno commettendo un genocidio in Sudan”.

La coalizione chiede all’UCI di intervenire immediatamente e di rivedere le proprie politiche di affiliazione, sostenendo che i controlli sulle proprietà delle squadre siano insufficienti.

Il nodo International Golden Group

Uno dei punti più delicati riguarda International Golden Group, azienda di servizi militari che partecipò alla fondazione della squadra. Secondo FairSquare:

  • in passato sarebbe stata indicata dalle Nazioni Unite come fornitrice di armi a gruppi armati in Libia;
  • un’inchiesta di France 24 del 2025 l’avrebbe collegata alla fornitura di armi alle Rapid Support Forces, una delle fazioni coinvolte nel conflitto sudanese.

FairSquare precisa che IGG non è attualmente sponsor della squadra, ma la sua presenza nella fase di creazione della struttura sarebbe “indicativa di gravi mancanze nei controlli UCI”.

Nick McGeehan: “Il ciclismo è diventato una vetrina per uno Stato sostenitore di un genocidio”

Nick McGeehan, direttore di FairSquare, ha dichiarato: “Il modello di gestione delle squadre ciclistiche è una preda comoda per entità autoritarie in cerca di pubbliche relazioni efficaci. L’UCI non ha previsto un rischio ovvio: che le sue gare più importanti siano diventate una vetrina per uno Stato sostenitore di un genocidio”.

Un’accusa pesantissima, che arriva nel momento più delicato della stagione, con la UAE Emirates XRG pronta a schierare Pogačar come grande favorito per il Tour de France.

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