Mathieu van der Poel ha deciso, si ritirerà nel 2028 dopo i Giochi Olimpici

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Alla vigilia del suo sesto Tour de France, Mathieu van der Poel sorprende tutti con una dichiarazione che apre scenari inattesi: il 2028 potrebbe essere l’anno del suo addio al ciclismo professionistico. In un’intervista concessa a Het Nieuwsblad, il campione della Alpecin–Premier Tech ha spiegato che sta iniziando a ragionare sul proprio percorso sportivo e su come potrebbe concludersi.

A 31 anni, Van der Poel ha già vinto praticamente tutto ciò che rientra nel suo repertorio: classiche monumento, Mondiali, tappe al Tour, maglie gialle, titoli nel ciclocross. Eppure, il suo rapporto con la Grande Boucle resta complesso: “Ho una relazione di amore‑odio con il Tour. Ma più invecchio, più mi piace andarci. L’anno scorso mi sono divertito davvero”.

Obiettivo Los Angeles 2028: l’oro MTB come ultimo grande sogno

Il vero nodo è un obiettivo che Van der Poel insegue da anni: la medaglia d’oro olimpica nella mountain bike. Los Angeles 2028 rappresenta la sua ultima grande occasione, e per centrarla il fuoriclasse è pronto a rivoluzionare la propria stagione.

Una estate senza Tour è sul tavolo”, ha ammesso. “Dopo la primavera potrei concentrarmi solo sulla MTB”. Un piano che già quest’anno lo porterà a correre il Mondiale di mountain bike, un mese dopo il Tour, nonostante la preparazione sia stata complicata da una recente lesione alla schiena.

“Nel 2028 potrei fermarmi. Ma dipenderà da come mi sentirò”

Il 2028 è anche l’anno in cui scadrà il suo contratto con Alpecin–Premier Tech. Ed è qui che Van der Poel apre alla possibilità del ritiro:

Penso che il 2028 potrebbe essere un bel punto finale. Avrei 33 anni, una bella età per smettere. Ma nulla è definitivo: se nel 2028 avrò ancora il livello e la voglia, tutto è possibile”.

Parole che non suonano come un annuncio, ma come una riflessione sincera su un percorso sportivo già straordinario.

Prima però c’è il Tour 2026: Montjuïc nel mirino

Il Tour scatterà sabato con la cronometro a squadre di Barcellona, seguita da una tappa nervosa con la salita di Montjuïc (1,6 km al 9,3%). Van der Poel punta a giocarsi la vittoria di tappa e, perché no, la maglia gialla: “Difficile, ma ci proveremo”.

Il futuro può aspettare. Per ora, MVDP ha ancora voglia di correre, attaccare e stupire. E il Tour 2026 potrebbe essere l’ennesimo capitolo di una carriera che, anche se un giorno dovesse chiudersi nel 2028, resterà tra le più iconiche della storia recente del ciclismo.

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