Ci sono imprese atletiche che si misurano rigorosamente con il cronometro e altre, più profonde, che si pesano con il battito del cuore. Quella firmata da Antonio Cortese sulla leggendaria strada della Milano-Sanremo le abbraccia felicemente entrambe. Trecento chilometri vissuti da solo contro il vento, con la fatica che morde le gambe e l’asfalto che scorre implacabile sotto le ruote. Eppure, la solitudine del ciclista canturino era solo apparente: ad ogni singola pedalata, Cortese ha portato con sé le speranze, i sogni e la richiesta di giustizia di migliaia di utenti della strada.
Un manifesto itinerante sulle strade del mito.

Il successo di Cortese non è stato soltanto una straordinaria performance di ultra-endurance (un eccellente 9 ore e 42 minuti per coprire ben 298,7 km); è stato un vero e proprio manifesto itinerante. Una missione vitale legata a doppio filo con l’Associazione “Io Rispetto il Ciclista” e, soprattutto, con le storiche battaglie locali promosse dai progetti “Salva Ciclisti” e “COMASINA SICURA”.
La partenza, avvenuta alle prime luci dell’alba da Certosa di Pavia, possiede un forte valore simbolico. In quel comune, come in un virtuoso effetto domino che sta contagiando l’intera Lombardia, sono stati posizionati i cartelli stradali che impongono la distanza minima di sicurezza di un metro e mezzo durante il sorpasso dei velocipedi.
È lo stesso vento di cambiamento che sta attraversando l’arteria della Comasina. Grazie alla spinta propulsiva e all’impegno di Cortese, si sta assistendo a una mobilitazione istituzionale senza precedenti: la quasi totalità dei Comuni del territorio ha aderito ufficialmente al progetto, installando la segnaletica salva-ciclisti lungo le proprie tratte di competenza. Un fronte unito, un’istituzione dopo l’altra, per gridare a gran voce che la vita di chi pedala ha un valore inestimabile. La strada non deve essere una giungla, ma uno spazio condiviso nel segno del rispetto reciproco.
“Vedere quasi tutti i Comuni riempire le strade di questi cartelli è la vittoria più grande” – ha commentato con orgoglio l’atleta.
Scortato da un’ammiraglia tecnica, Cortese ha domato i primi chilometri in pianura verso Voghera e Ovada, prima di arrampicarsi sulle pendenze del Passo del Turchino. Successivamente, la picchiata mozzafiato verso il mare ha introdotto la lunga sfilata sulla via Aurelia. Dall’ammiraglia al seguito non sono stati distribuiti solo rifornimenti energetici, ma vere e proprie armi di sensibilizzazione di massa: i famosi adesivi gialli ACCPI del metro e mezzo di distanza, consegnati ad automobilisti, passanti e altri atleti incontrati sul percorso.

L’impresa si è fatta epica nel finale. I Capi (Mele, Berta e Cervo) hanno presentato il conto alla resistenza fisica del corridore, e la Cipressa ha provato a spezzare il ritmo e le ali del canturino. Ma la motivazione era troppo grande per cedere alla stanchezza. Sul Poggio, dove i graffiti sull’asfalto incitano ancora i campioni del professionismo come Tadej Pogačar, Cortese ha trovato l’energia dei giusti, piombando sul traguardo di Sanremo tra gli applausi dei presenti e di molti cicloamatori che, lungo il tragitto, si sono uniti a lui per fargli scudo e compagnia.
Il bilancio…..
A fine giornata, con il volto segnato dal sudore e dalla fatica, ma con gli occhi lucidi per l’emozione, Antonio Cortese ha tracciato il bilancio di una giornata memorabile:
“È stata una sfida davvero impegnativa, soprattutto a livello personale. Volevo scendere sotto le 10 ore e aver fermato il cronometro a 9h e 42′ mi riempie d’orgoglio. Questa sfida la temevo, affrontarla ora chiude il cerchio delle grandi classiche monumento che ho affrontato e che sono nel mio cuore. Ma l’obiettivo vero era portare il messaggio di rispetto, educazione e tolleranza sulle strade della storia del ciclismo.”
Il pensiero di Cortese vola poi a chi, ogni giorno, combatte per la sicurezza sulle strade di casa nostra:
“La fatica sulla Cipressa e sul Poggio è stata tanta, ma all’arrivo a Sanremo la stanchezza è svanita in un colpo solo per fare spazio a una felicità immensa. Sapere che quasi tutti i Comuni stanno installando i cartelli salva del metro e mezzo ci dà la forza di non mollare. Oggi ho vinto la mia sfida contro il tempo, ma il traguardo più grande sarà vedere finalmente le nostre strade più sicure per tutti.”
La Milano-Sanremo di Antonio Cortese si è conclusa, ma la corsa per la vita e per la sicurezza stradale lungo la Comasina, in Lombardia e in tutta Italia, continua senza sosta. Da oggi, grazie a questo straordinario gesto sportivo e alla crescente sensibilità dei Comuni, quel traguardo di civiltà è un po’ più vicino.
Ricevuto da Antonio Cortese e pubblicato









