La prima vera tappa di montagna del Tour de France 2026 ha avuto un solo protagonista sul Tourmalet, Tadej Pogačar. Non è solo una vittoria, non è solo un attacco: è una prestazione che riscrive i parametri del ciclismo moderno. Sul Tourmalet, dal versante di Sainte‑Marie‑de‑Campan, lo sloveno ha distrutto gli avversari e frantumato il record della salita con una superiorità che ha lasciato il gruppo in stato di shock.
E la domanda, inevitabile, rimbalza ovunque: il Tour è già finito?
Il nuovo record del Tourmalet: i numeri che fanno tremare
Il precedente primato apparteneva già a Pogačar e Vingegaard: 45’35” nel 2023.
Oggi, Pogačar ha fermato il cronometro (rilevazione manuale) a:
43’10”
Significa:
2’25” più veloce del 2023
Velocità media: 23,77 km/h sui 17,1 km al 7,3%
VAM: 1.735 m/h (circa +100 m/h rispetto al 2023)
Numeri che non si vedono quasi mai su una salita così lunga e così storica. Numeri che raccontano una condizione fisica fuori scala.
Il Tourmalet 2026: un attacco, una discesa, un dominio
La UAE Team Emirates‑XRG ha preparato il terreno con un ritmo feroce già nella prima parte della salita, quella più pedalabile. Poi, quando mancavano ancora diversi chilometri alla vetta, Pogačar ha aperto il gas.
Vingegaard ha cambiato tattica: niente risposta immediata, progressione controllata. E per un attimo sembrava funzionare: in cima al Tourmalet il danese era a soli 30 secondi.
Ma il problema è che Pogačar non è solo un fenomeno in salita. È un fenomeno anche in discesa. Il risultato finale è stato devastante: 2’40” inflitti a Vingegaard.
Gli ultimi 4,1 km: Pogačar più veloce anche da solo
Se qualcuno volesse attribuire il record al lavoro della squadra, gli ultimi chilometri cancellano ogni dubbio.
Segmento finale: 4,1 km all’8,6% da La Mongie alla vetta.
2023: 11’21”
2026: 11’13”
Otto secondi più veloce, da solo, senza scie, senza compagni, senza aiuti. E qui Vingegaard ha perso altri 15‑20 secondi rispetto alla sua versione 2023.









