Seconda vittoria consecutiva al Tour de France 2026 per Tim Merlier. Dopo il successo conquistato ieri a Bordeaux, il corridore della Soudal Quick-Step si è imposto per il secondo giorno consecutivo, dominando la volata grazie a una rimonta pazzesca. Chiude in seconda posizione Biniam Girmay, terzo Olav Kooij.
Ma la storia del giorno non è solo la sua: per oltre 170 chilometri, Liam Slock ha accarezzato il sogno di una vittoria da finisseur, arreso soltanto nel penultimo chilometro.
La fuga di Slock: un numero da corridore vero
La tappa presentava due brevi asperità, ma il copione sembrava scritto per i velocisti. A muoversi per primo è stato Liam Slock, seguito da Jakub Otruba e Thibault Guernalec.
Slock ha trasformato la fuga in una piccola corsa nella corsa:
- ha sprintato per i punti della Côte de Domme,
- ha duellato con Otruba nella tussensprint,
- ha rilanciato sulla Côte du Buisson‑de‑Cadouin, staccando prima Guernalec e poi Otruba.
Un’azione generosa, quasi ostinata, che ha costretto il gruppo a non dormire.
Il gruppo si sveglia: Philipsen colpisce all’intermedio
Dietro, la corsa si è accesa allo sprint intermedio. La XDS Astana ha preparato un treno perfetto per Max Kanter, ma il tedesco ha lanciato troppo tardi. Da dietro è arrivato Jasper Philipsen, velocissimo, a prendersi i punti davanti a Kanter e alla maglia verde Mads Pedersen.
Un segnale importante per il belga dell’Alpecin‑Premier Tech, un piccolo colpo psicologico in una giornata che sembrava destinata a essere monotona.
Asgreen accende la corsa, Slock resiste
La seconda salita di giornata ha portato caos nel gruppo: Kasper Asgreen ha accelerato forte, creando un drappello con Mathieu van der Poel e Jonas Abrahamsen. Il gruppo si è spezzato, i gregari dei velocisti hanno perso terreno, e Slock ha potuto guadagnare secondi preziosi.
A 35 km dall’arrivo, il belga della Lotto‑Intermarché aveva ancora 1’30” di vantaggio. Una cifra che, con il vento giusto, poteva diventare un sogno.
Il finale: Slock cede, Tim Merlier no
Le squadre dei velocisti hanno capito che non bastava il lavoro di Alpecin‑Premier Tech e Soudal Quick‑Step. Si sono aggiunte NSN, XDS Astana e Decathlon CMA CGM, e la fuga è stata ripresa solo nel penultimo chilometro.
Da lì, la volata è stata una questione di potenza e lucidità:
- Girmay ha provato a sorprendere,
- Kooij ha trovato finalmente spazio,
- ma Tim Merlier ha fatto valere ancora una volta la sua superiorità.
Una progressione netta, pulita, senza esitazioni: il belga ha vinto con autorità, firmando la seconda vittoria consecutiva e consolidando la sua candidatura alla maglia verde.









