Il meteo estremo detta legge al Tour de France 2026. L’ondata di calore che sta flagellando la Francia ha costretto gli organizzatori a un taglio d’urgenza per la nona tappa: via i primi 30 chilometri da Malemort a causa delle temperature proibitive.
Lo start ufficiale della frazione che chiude la prima settimana viene così spostato in avanti, con il chilometraggio totale che passa da 185,5 a 155,5 chilometri verso Ussel. La sostanza del tappone nel Massiccio Centrale resta però intatta: oltre 3.000 metri di dislivello e zero pianura, terreno ideale per le fughe da lontano.
Dalla nuova partenza al Suc au May
La sforbiciata degli organizzatori cancella i continui saliscendi iniziali verso Jugeals-Nazareth, Collognes-la-Rouge e La Croix d’Antignac. Il nuovo chilometro zero proietterà il gruppo direttamente su un tratto vallonato. La strada salirà subito verso il traguardo volante di Beynat, posto dopo appena dieci chilometri dal via. Questa rampa, unita alla successiva ascesa verso Les Quatre Routes, farà la prima selezione. Qui si scatenerà la battaglia per la fuga buona: date le pendenze iniziali, solo i passisti-scalatori più resistenti riusciranno a evadere dal gruppo.
Dopo un avvio infuocato, la corsa toccherà Tulle, dove i corridori incroceranno dodici chilometri totalmente pianeggianti. Sarà l’antipasto prima di approcciare le pendenze della Côte de Naves (2,3 km al 7,4%), GPM di terza categoria. Scollata la vetta, un lungo falsopiano precederà la picchiata tecnica verso Vimbelle, da cui si tornerà a salire dolcemente verso Chaumeil, preludio alla salita più dura di giornata.
Si tratta del Suc au May: con i suoi 3,8 chilometri al 7,7% di pendenza media, questo strappo rappresenta il vero punto focale della tappa, nonostante sia collocato a ben 80 chilometri dal traguardo. Sarà il trampolino ideale per far esplodere definitivamente la corsa.
Finale mosso verso il traguardo di Ussel
Superato il Suc au May, il profilo altimetrico concederà un po’ di respiro fino a Treignac. Da qui inizierà la scalata verso la Côte de la Croix du Pey (4,8 km al 6%), un’altra asperità di terza categoria. Il finale si manterrà in quota attraversando Gourdon-Murat e Bugeat, prima dell’ultimo dente: il Mont Bessou (900 metri al 7,3%). Il culmine è posto a 24 chilometri dall’arrivo. Superata la discesa verso Meymac, ai superstiti rimarrà da coprire un lungo tratto misto e nervoso fino a Ussel.
I favoriti
Con la maglia gialla che potrebbe concedere il via libera, la nona tappa diventa il terreno di caccia ideale per gli specialisti delle fughe. In prima fila c’è la Lidl-Trek, forte di un pacchetto superbo: Mads Pedersen è il faro per la sua resistenza in salita e lo spunto veloce, spalleggiato da pedine pericolose come Mathias Vacek e un Quinn Simmons in grande forma.
I riflettori sono però puntati anche su Mathieu van der Poel: il tracciato da classica lo esalta e, se dovesse centrare l’azione giusta, sarebbe il cliente più scomodo per tutti. In casa Francia cresce l’attesa per il campione nazionale Romain Grégoire, perfetto per questo profilo altimetrico.
Le alternative per un finale esplosivo non mancano. La Uno-X Mobility punterà sull’attaccante Jonas Abrahamsen e sul velocista resistente Magnus Cort, mentre la EF Education-EasyPost vanta cacciatori del calibro di Ben Healy eMichael Valgren. Infine, occhio alle mosse della Netcompany Ineos, pronta a muovere corridori fuori classifica del calibro di Kévin Vauquelin o passisti capaci di forzare il ritmo come Filippo Ganna.
Orari e diretta della nona tappa
La partenza è fissata per le 13.45 con l’arrivo previsto tra le 17.20 e le 17.40
La diretta televisiva in chiaro inizierà su Rai 2 dalle 14.45, con lo streaming integrale sempre disponibile su RaiPlay. La copertura integrale di Eurosport sarà garantita da Discovery+, HBO Max, DAZN e dalle piattaforme che lo integrano come TIMVISION e Amazon Prime Video.









