Liam Slock ha vissuto una giornata da protagonista assoluto nella ottava tappa del Tour de France 2026. Dal primo metro dopo la partenza fino a 1,5 km dall’arrivo, il corridore della Lotto‑Intermarché ha guidato la corsa con un’azione generosa, coraggiosa, quasi romantica. Ma alla fine, quando il sogno sembrava davvero possibile, il gruppo lo ha ripreso. E la delusione, inevitabilmente, ha preso il sopravvento.
“Il miracolo era quasi compiuto, ma ora prevale la delusione”, ha detto ai microfoni di Eurosport. “Quando arrivi così vicino, vuoi vincere. Era ancora una lunga strada, certo, ma allo stesso tempo era anche molto vicino.”
Una fuga lunga, coraggiosa, ma logorante
Per gran parte della tappa, Liam Slock ha mantenuto un vantaggio stabile attorno al minuto e mezzo. Una distanza che, con il vento giusto e un pizzico di fortuna, può diventare un capolavoro. Ma negli ultimi quindici minuti di gara, la realtà ha iniziato a presentare il conto.
“Tra i dieci e i sei chilometri dall’arrivo ho smesso un po’ di crederci”, ha ammesso. “Sentivo che nel gruppo andavano molto più veloci. La strada saliva leggermente, e vedevi che il loro ritmo era molto più alto. Lì ho capito che stavo perdendo tempo, e anche la forza nelle gambe cominciava a svanire.”
Il belga ha continuato a spingere, metro dopo metro, fino a quando il gruppo dei velocisti — lanciato da Alpecin‑Premier Tech, Soudal Quick‑Step, NSN, XDS Astana e Decathlon CMA CGM — lo ha raggiunto a un soffio dal traguardo.
Liam Slock: “Non sono orgoglioso, spero che quel momento arrivi”
La delusione è comprensibile: Slock ha accarezzato una delle vittorie più difficili e prestigiose del ciclismo, quella da finisseur contro un gruppo lanciato a tutta. E quando il sogno si spezza così vicino al traguardo, è difficile guardare subito il bicchiere mezzo pieno.
“In questo momento non sono molto orgoglioso, ma spero che quel momento arrivi più avanti”, ha concluso.









