“Gravi e precisi sospetti di doping”: un giudice di Parigi ha autorizzato i controlli a Vingegaard e Pogacar nel cuore della notte

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Il caso dei controlli antidoping notturni ai danni di Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard si arricchisce di un retroscena clamoroso che rischia di sconvolgere il clima del Tour de France 2026. Secondo quanto rivelato dal quotidiano francese L’Équipe, le visite effettuate nel cuore della notte tra sabato e domenica dagli ispettori dell’ITA (International Testing Agency) non sono state semplici verifiche di routine, ma l’esecuzione di un provvedimento autorizzato da un giudice del Tribunale di Parigi.

In base alla legge transalpina sul codice dello sport, un magistrato può autorizzare un’ispezione notturna (tra le 23:00 e le 6:00) esclusivamente in presenza di “gravi e consistenti sospetti” di violazione delle norme antidoping o di un imminente “rischio di distruzione delle prove”.

Il quadro normativo: la legge del 2015 e l’ordine del tribunale

Il quotidiano francese chiarisce che la Procura di Parigi e quella di Marsiglia — competenti sui reati in materia di doping sul territorio nazionale — lavorano a stretto contatto con l’UCI e l’ITA durante la Grande Boucle. Per poter svegliare Vingegaard alle 2:00 del mattino e Pogačar alle 5:00, l’ITA ha dovuto presentare una formale richiesta scritta invocando l’articolo L.232-14-4 del Codice dello Sport francese (normativa introdotta nel 2015).

La norma stabilisce che l’intrusione nella sfera privata e nel riposo dell’atleta deve rispettare una “stretta proporzionalità” tra la limitazione dei diritti del corridore e la tutela della salute e dell’equità sportiva. La concessione del via libera da parte del Giudice per le Libertà di Parigi implica dunque che l’agenzia abbia presentato elementi ritenuti sufficienti per giustificare un blitz in piena notte.

Tensione altissima attorno alla Maglia Gialla

La notizia bomba lanciata da L’Équipe getta una luce completamente diversa su quanto accaduto alla vigilia della tappa del Plateau de Solaison. Se nelle ore successive alle verifiche l’ITA si era difesa parlando di “strategia complessiva per la tutela dell’integrità della corsa”, l’esistenza di un decreto giudiziario basato su “sospetti precisi” alza al massimo il livello di tensione attorno alle due squadre simbolo del ciclismo moderno, la UAE Team Emirates e la Visma | Lease a Bike.

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