ALPE D’HUEZ – Un campione immenso in bici, ma ancora più grande giù dalla sella. Tadej Pogačar si è presentato nella sala stampa dell’Alpe d’Huez consapevole che domani festeggerà la sua quinta maglia gialla in carriera, ma il suo pensiero e le sue parole più sentite sono state tutte dedicate ai compagni di squadra della UAE Team Emirates.
In particolare, lo sloveno ha raccontato le emozioni provate nel finale di tappa scortando il giovane talento messicano Isaac Del Toro verso la certezza del terzo posto nella classifica generale e della Maglia Bianca di miglior giovane, rinunciando persino alle ambizioni personali di vittoria di tappa per proteggere il compagno.
“Ho capito il valore del sacrificio: per Isaac ho dato tutto”
Interrogato sulla scelta di scortare Del Toro e tirare in prima persona fino al traguardo dell’Alpe d’Huez invece di scatenare l’attacco per il successo di tappa, Pogačar ha espresso parole di profonda maturità e gratitudine: «Oggi ho davvero realizzato quanto sia fondamentale il lavoro di squadra e quanto sacrificano i miei compagni per me ogni singolo giorno. Loro mettono sempre a rischio tutto, spendendo ogni minima energia per la squadra.
Quando Ayuso ha attaccato prima dell’ultima salita, ho temuto che Del Toro potesse perdere il podio. Mi sono messo a disposizione di Isaac e ho capito quanto sia speciale correre per un compagno di squadra. Oggi per me difendere il suo podio era decisamente più importante che vincere un’altra tappa al Tour de France. Non posso esprimere a parole quanto io sia grato a questi ragazzi».
L’intesa speciale con Del Toro: “Mi ricorda me stesso, ha un’energia pazzesca”
Il fuoriclasse sloveno si è soffermato sul rapporto con il ventiduenne messicano, rivelazione assoluta di questa Grande Boucle: «Ci siamo trovati in sintonia fin dalla prima settimana in cui è arrivato in squadra. Ha un’energia fantastica, un gran senso dell’umorismo ed è sempre stato a disposizione al 100%. Poteva andare a fare classifica alle Strade Bianche, al Giro o alla Vuelta, e invece è venuto qui al Tour dedicandosi totalmente alla mia Maglia Gialla. Vederlo conquistare il podio alla sua prima partecipazione è semplicemente incredibile.
Sul traguardo gli ho detto: “Ehi, è pazzesco quello che hai fatto!”. Poi ho scherzato con lui dicendogli di non smettere di pedalare prima del traguardo perché mancavano ancora venti metri! Tagliare la linea del traguardo insieme è stato uno dei momenti più belli di questo Tour».
L’evoluzione dal 2020 e la forza del gruppo sloveno
Sollecitato sul confronto con la sua prima vittoria al Tour nel 2020 e sui margini di crescita atletica, la Maglia Gialla ha spiegato la sua evoluzione fisica e mentale: «I numeri di potenza sono più o meno gli stessi dal 2024, non stiamo parlando di stravolgimenti fisici, ma quello che cambia è l’esperienza, la maturità e la gestione delle emozioni. È lì che si fa il vero salto di qualità.
E poi contano tantissimo le persone che hai intorno. Avere nello staff amici veri come il mio massaggiatore, o meccanici fidati di cui mi fido al 100%, fa tutta la differenza del mondo nei momenti di stress. Siamo un gruppo davvero unito».
L’esultanza al traguardo: l’omaggio a “El Toro”
Infine, ai giornalisti che gli chiedevano spiegazioni sul gesto mimesico fatto tagliando il traguardo dell’Alpe d’Huez a braccia alzate insieme a Del Toro, Pogačar ha risposto ridendo: «Non avete capito il gesto? Dai, era chiarissimo! Avevo mimato le corna del toro: era tutto dedicato ad Isaac Del Toro!».









