Classiche 2023, le pagelle: Van der Poel e Pogacar da sogno

Si è chiusa ieri la stagione delle classiche 2023. Si sono svolte, come ogni anno, quattro delle cinque classiche monumento: il focus adesso si sposterà soprattutto sui grandi giri, in particolare sul Giro d’Italia, che scatterà il 6 maggio dalla Costa dei Trabocchi, in Abruzzo. Come di consueto l’ultima classica monumento sarà Il Lombardia, che chiuderà la stagione a ottobre.

E’ quindi l’occasione perfetta per fare il punto su questa prima parte di stagione. La maggior parte dei protagonisti della primavera li rivedremo all’opera soprattutto al Tour de France, il prossimo luglio, ma il vincitore della Liegi di ieri, Remco Evenepoel, sarà al via della corsa rosa. Scelte diverse, quindi, ma i risultati parlano chiaro. E ora cerchiamo di analizzarli.

Tadej Pogacar e Mathieu Van der Poel: 10 e lode. I due corridori sono stati gli autentici mattatori della stagione delle classiche. Lo sloveno ha vinto il Giro delle Fiandre, l’Amstel Gold Race e la Freccia Vallone: partito da grande favorito per la Liegi, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo una caduta che gli ha causato la frattura dello scafoide sinistro. E’ difficile dire chi tra i due sia stato il migliore: negli scontri diretti la situazione tra i due è di parità, uno a uno, visto che Van der Poel ha vinto la Sanremo (con lo sloveno quarto) mentre Pogacar ha vinto il Giro delle Fiandre (con l’olandese secondo). Entrambi hanno regalato spettacolo e hanno meritato il massimo dei voti in pagella: sicuramente bisogna però sottolineare che Pogacar ha affrontato anche le corse sulle Ardenne, mentre il capitano della Alpecin-Deceuninck le ha saltate a piè pari.

Trek-Segafredo: 9. E’ sempre difficile dare un voto complessivo a una squadra, ma la formazione di Luca Guercilena ha davvero regalato spettacolo nel corso della Campagna del Nord, raccogliendo molti meno risultati di quanto avrebbe meritato. Basti pensare a Mads Pedersen, sul podio del Giro delle Fiandre dopo una fuga nata a 100 km dal traguardo: il danese ha anche sfiorato il piazzamento nei primi tre alla Milano-Sanremo e alla Roubaix. Sulle Ardenne, il secondo posto di Mattias Skjelmose alla Freccia Vallone e il quinto posto di Giulio Ciccone sono stati dei risultati ottimi. Chissà come sarebbe andata se Jasper Stuyven non fosse rimasto coinvolto nella caduta al Fiandre.

Remco Evenepoel: 9. Alla sua età vincere la seconda Liegi-Bastogne-Liegi consecutiva, per di più con la maglia di campione del mondo, è un risultato che da solo vale tutta la stagione delle classiche. Sarebbe stato bello vedere il confronto con Tadej Pogacar: nel frattempo si confronta con Tom Pidcock e non ce ne è per nessuno.

Wout Van Aert: 8. E’ stato il corridore maggiormente sotto i riflettori nel corso delle gare sul pavè. Nel bene come nel male. Ogni cosa che ha fatto ha portato a una serie di discussioni: prima il fatto di aver lasciato la vittoria a Laporte alla Gand-Wevelgem, poi il podio mancato al Giro delle Fiandre. Alla fine il buon Wout chiude la stagione delle classiche con il terzo posto alla Sanremo e il terzo alla Roubaix, ed è stato il migliore della sua squadra, la Jumbo-Visma, formazione che si è letteralmente persa nel nulla quando bisognava iniziare a fare sul serio. Ha corso senza risparmiarsi e ha messo sempre il cuore oltre l’ostacolo.

Jasper Philipsen: 8. Merita davvero una menzione d’onore questo ragazzo che in alcune circostanze ha potuto vantare un corridore come Mathieu Van der Poel come apripista per le volate. La Alpecin-Deceuninck ha trovato l’uomo nuovo per le corse di un giorno, un ragazzo che regalerà grande spettacolo sulle pietre.

Filippo Ganna: 7. L’azzurro è stato sicuramente il corridore che maggiormente si è messo in mostra nel corso delle classiche, secondo alla Milano-Sanremo e sesto alla Parigi-Roubaix. Due corse che potrà vincere se smettiamo di dirgli che deve lasciare la pista, soprattutto nell’anno che precede i giochi olimpici. Facciamo maturare ancora di più il buon Filippo, che ha ottenuto un risultato identico a quello di Stefan Kung, suo grande avversario nelle gare a cronometro. Lasciamolo fare e ci regalerà delle soddisfazioni immense.

Ben Healy: 7. Si è messo in mostra nelle corse italiane ed è stato capace di fare la voce grossa anche nelle classiche delle Ardenne. Un corridore che un giorno può sicuramente ambire a vincere la Liegi-Bastogne-Liegi e le altre classiche delle Ardenne.

Soudal Quick-Step: 6. La formazione di Patrick Lefevre avrebbe meritato 4 fino a sabato ma dopo la vittoria di ieri di Remco Evenepoel la musica è decisamente cambiata. E’ stata una vittoria che ha letteralmente salvato la squadra da una primavera fallimentare: la concentrazione è già tutta rivolta verso il Giro d’Italia, ma i problemi restano. A cominciare da Julian Alaphilippe, che dovrebbe essere aiutato nel pieno recupero invece che criticato, fino ad arrivare a Kasper Asgreen, che ha cercato di salvare il salvabile al Giro delle Fiandre con una bella azione da lontano insieme a Pedersen. Ma è troppo poco e qualcosa non ha funzionato.

Tom Pidcock: 6. La stagione delle classiche è stata caratterizzata dalla caduta nell’ultima tappa della Tirreno-Adriatico, ma alla fine chiude terzo all’Amstel e secondo alla Liegi. Di più non poteva fare.

Movistar Team: 5. Non c’è più Alejandro Valverde, che si è ritirato dall’attività su strada alla fine dello scorso anno, e la sua assenza si fa sentire. Enric Mas non riesce ad essere brillante sulle Ardenne e l’intero team non riesce ad ottenere risultati di prestigio.

Jumbo-Visma: 4. Era diventata la squadra di riferimento nelle corse del pavè, fino a che non sono iniziate le classiche. Insomma, la formazione olandese è stata perfetta fino alla Dwars door Vlaanderen, l’ultima corsa prima del Giro delle Fiandre: da lì in poi tutto è precipitato e le cose sono andate sempre peggio. L’unico che è riuscito a salvare la situazione è stato proprio Wout Van Aert: senza i suoi piazzamenti la squadra avrebbe meritato un voto ancora più basso. Sia al Giro delle Fiandre che alla Parigi-Roubaix, infatti, nessun gregario è riuscito a dare manforte al belga, che spesso si è ritrovato da solo. Nel giudizio complessivo bisogna poi considerare che il team è letteralmente scomparso quando sono iniziate le classiche delle Ardenne: inaccettabile per una squadra così importante.

AG2R Citroën: 4. Dispiace vedere un grande corridore come Greg Van Avermaet, vincitore di un oro olimpico a Rio de Janeiro e di una Parigi-Roubaix, soffrire così tanto in gruppo. Il resto della formazione non riesce a fare meglio: è stata una primavera tutta in sofferenza per la formazione transalpina.

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