La Vuelta è di Sepp Kuss, ed è giusto che sia così

Sepp Kuss

Alla fine l’ha spuntata Sepp Kuss. La Jumbo-Visma celebrerà oggi a Madrid una doppia tripletta: quella ottenuta nella classifica generale finale della corsa spagnola, con Kuss che si piazzerà in prima posizione davanti ai propri compagni Jonas Vingegaard e Primoz Roglic, e quella nei grandi giri. Sarà infatti il primo team al mondo capace di vincere tutte e tre le grandi corse a tappe in una sola stagione.

Ma quello che è giusto sottolineare è il fatto che sia stata la cosa più corretta lasciare la vittoria finale a Sepp Kuss. Negli ultimi giorni si era parlato infatti a più riprese del fatto che un successo dell’americano avrebbe portato a minori introiti alla formazione olandese. Ma alla fine, da un punto di vista dell’immagine e della comunicazione, la vittoria di Kuss mette d’accordo un po’ tutti, sia gli appassionati che le persone che guardano il ciclismo solo sporadicamente.

Le motivazioni sono diverse. Prima di tutto, Kuss è il gregario che avrebbe potuto fare il capitano in qualsiasi formazione, al di là delle sue dichiarazioni. Spesso ha ribadito il fatto di avvertire eccessivamente la pressione quando corre da capitano, ed è per questo motivo che preferisce lavorare come gregario. E’ stato grazie a lui che Primoz Roglic non è andato alla deriva nella frazione del Monte Bondone al Giro d’Italia: non avendo perso troppo tempo in quella circostanza, per lo sloveno è stato possibile completare la rimonta nella penultima tappa, sul Monte Lussari.

Chiaramente, Sepp Kuss è stato fenomenale e fondamentale anche per Jonas Vingegaard al Tour de France. Tra l’altro, l’americano è anche caduto in una delle frazioni che hanno preceduto l’ultima settimana: nonostante questo, se il danese ha ottenuto la seconda maglia gialla consecutiva, bisogna ringraziare questo ragazzo, che oggi va a vestirsi di rosso nel cuore di Madrid.

Il gregario che diventa capitano e che va a mettere la propria ruota davanti a quella dei capitani. E’ un bel messaggio, ma diventa anche – probabilmente – un nuovo capitolo nella storia sportiva di Sepp Kuss. Sicuramente non è facile correre da leader, e vincere davanti a due compagni di squadra porta a una pressione diversa rispetto al correre contro avversari di altre formazioni. Però, con una maglia rossa sulle spalle, bisognerebbe battere il ferro finché è caldo, e permettere a Kuss di correre ancora come leader. Magari, perchè no, proprio al prossimo Giro d’Italia.

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