Domenica 24 agosto, alla Gran Fondo Alpes Vaujany, Luca Cavallo (Officine Mattio) ha messo in scena una giornata da ricordare. Sui 118 km con quasi 4000 metri di dislivello, l’atleta dronerese ha gestito con freddezza la salita della Croix de Fer, per poi scatenarsi sul Col du Glandon. Lì ha piazzato l’attacco decisivo, arrivando al traguardo in solitaria con quasi sei minuti di vantaggio sui più diretti inseguitori, Buchetet e Alleman.
Il dato che sorprende: confronto coi professionisti
La vittoria già basterebbe, ma a colpire davvero è il cronometro.
Sul Glandon, Cavallo ha fermato lo Strava su 58’24’’ a 19,8 km/h di media.
E qui scatta il paragone che fa rumore:
- Remco Evenepoel: 58’54’’
- Paul Seixas: 58’55’’
- Tadej Pogačar: 58’56’’
- Matteo Jorgenson e Tobias Johannessen: 58’56’’
- Pavel Sivakov: 59’00’’
- Emanuel Buchmann e Carlos Rodríguez: 59’11’’
Tutti professionisti di primo piano, tutti battuti dal tempo di Cavallo sul medesimo segmento, pochi mesi dopo il passaggio del Delfinato.
Cosa significa davvero
Quando un cicloamatore si inserisce in una classifica del genere non è solo questione di watt e gambe:
- c’è la giornata perfetta, con condizioni ideali,
- c’è l’adrenalina di una gara “totale”,
- e forse anche la libertà di correre senza il peso delle strategie di squadra.
Resta però un dato innegabile: Cavallo ha scalato il Glandon più veloce dei migliori corridori al mondo.










