Tra i corridori più generosi, aggressivi e combattivi di questo Tour de France 2026, il nome di Tobias Halland Johannessen spicca senza dubbio in prima fila. Il corridore della Uno-X Mobility si è reso protagonista di innumerevoli tentativi da lontano lungo le tre settimane di gara, cercando la stoccata vincente anche nella ventesima e penultima tappa prima di doversi arrendere alla durissima realtà delle grandi montagne alpine.
Intervistato al traguardo dell’Alpe d’Huez, lo scalatore norvegese ha ripercorso con grande sincerità le sofferenze provate in sella, tracciando al contempo un bilancio estremamente positivo e orgoglioso per il lavoro svolto dalla sua squadra.
“Sul Galibier sono andato completamente fuori giri”
Riflettendo sullo svolgimento della tappa regina e sulle fatiche accumulate, Johannessen non ha nascosto le enormi difficoltà incontrate lungo i valichi alpini:
«Penso sia sempre meglio tentare di stare davanti ed essere protagonisti, ma oggi sul Col du Galibier sono andato completamente fuori giri, ho sofferto da morire in bicicletta. Sono davvero felice che le salite siano terminate e che domani si vada a Parigi per la passerella finale, adesso c’è solo bisogno di riposare».
L’orgoglio della Uno-X Mobility: “Sempre all’attacco”
Nonostante la calvario patito nel finale di tappa, lo sguardo di Johannessen s’illumina quando si parla dell’atteggiamento aggressivo della sua squadra nel corso di tutta la Grande Boucle:
«Abbiamo corso nell’unico modo che conosciamo e che fa parte del nostro DNA. Siamo stati presenti in quasi tutte le fughe, abbiamo lottato per le maglie e abbiamo centrato un successo di tappa fondamentale. Credo che siamo stati davanti praticamente in ogni singola frazione e possiamo essere davvero orgogliosi di ciò che abbiamo fatto come squadra.
Ma il Tour non è ancora finito: è rimasta un’ultima grande opportunità a Parigi sul circuito finale, un tracciato che si adatta molto bene alle nostre caratteristiche, e non vediamo l’ora che sia domani per giocarci le nostre carte».
Il futuro? “Adesso penso solo a recuperare”
Interpellato infine su cosa abbia imparato su se stesso in questo Tour e quali possano essere le prospettive per i prossimi Grandi Giri, il giovane talento norvegese ha risposto sorridendo con la trasparenza di chi ha dato davvero tutto fino all’ultimo watt:
«In questo preciso momento, sinceramente, non lo so nemmeno io. Adesso l’unica cosa che conta è tagliare il traguardo a Parigi e staccare la spina».









