“Cosa esulti? Lo sai che volevo vincere”: Remco Evenepoel, tensione con l’addetto stampa dopo l’Alpe d’Huez

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Remco Evenepoel ha ipotecato il secondo posto finale nella classifica generale del Tour de France 2026, staccando sulle rampe alpine rivali del calibro di Tadej Pogačar e Isaac Del Toro. Un risultato sche lo consacra per la seconda volta in carriera sul podio della Grande Boucle. Eppure, subito dopo aver varcato la linea del traguardo della ventesima tappa, il belga è apparso piuttosto arrabbiato.

In un video girato appena oltre la linea d’arrivo, si vede il corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe sfogarsi duramente contro il proprio addetto stampa, reo di aver festeggiato al suo arrivo.

“Perché esulti? Smettila con questo show: sono arrivato secondo!”

La mentalità da cannibalismo sportivo del campione belga è emersa in tutta la sua irruenza a caldo, subito dopo l’ultimo sforzo: «Perché esulti? Smettila con questo show ogni volta. Sono arrivato secondo, non ho vinto!»

Un’insofferenza immediata verso la celebrazione di un piazzamento, figlia di una tappa corsa da protagonista assoluto ma conclusa con un pizzico di rammarico tattico per non aver ripreso Carapaz prima dello striscione d’arrivo.

Il ridimensionamento a Sporza: “Primo belga 2° dal 1981, ho smentito chi non credeva in me”

A mente più fredda, intervistato ai microfoni della TV belga Sporza, Evenepoel ha analizzato la sua prestazione con maggiore serenità, pur senza nascondere la fame di vittorie che lo contraddistingue:

«Sono felicissimo, assolutamente. Ma con la mia mentalità vincente c’è un pizzico di delusione per la tappa, anche se sono sicuro che mi passerà nel giro di mezz’ora. Sono arrivato a soli venti secondi da Carapaz: se la salita fosse stata due chilometri più lunga, forse avrei potuto vincere. Ma ho avuto una bellissima giornata, questo è chiaro».

Il risultato di Evenepoel riveste un significato enorme anche per la storia del ciclismo belga: è infatti il primo corridore del suo Paese a chiudere al 2° posto il Tour de France dai tempi di Lucien Van Impe nel 1981.

«È stato difficilissimo raggiungere questo livello, ma con la pazienza e tutto il lavoro fatto dietro le quinte ci siamo riusciti benissimo. È anche la prova che la mancanza di fiducia nei miei confronti era del tutto ingiustificata. Non sono molti i corridori che possono dire di essere arrivati secondi al Tour, specialmente negli ultimi anni. Sono felicissimo e super orgoglioso del lavoro della squadra e di tutti quelli che mi stanno vicino».

Evenepoel: “Niente feste prima di Parigi, domani voglio riprovarci”

Nonostante l’obiettivo della classifica sia blindato, il belga non ha alcuna intenzione di tirare i remi in barca prima del tempo:

«Oggi non festeggeremo ancora. Domani ci aspetta un’altra bellissima tappa e potremmo provare a vincerla. Festeggeremo più avanti, a bocce ferme».

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