“Non volevo toccarlo”: tifoso si scusa con Wout van Aert dopo la In Flanders Fields 2026

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Sul Kemmelberg si è sfiorato un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie. Durante l’ultima scalata, un tifoso ha urtato leggermente Wout van Aert con il proprio volto mentre il belga sfrecciava in testa al gruppo. L’immagine ha fatto rapidamente il giro dei social, ma il protagonista della scena – che preferisce restare anonimo – ha ora raccontato la sua versione dei fatti a Sporza.

“Ero lì con la mia bambina, avevamo trovato un bel punto per vedere il passaggio”, spiega. “Mathieu van der Poel è passato per primo, poi mi sono girato per vedere Wout. Era già lì, molto più vicino di quanto pensassi, e l’ho sfiorato. Nella foto sembra un impatto pieno, ma in realtà è successo mentre mi stavo voltando.”

Né Van Aert né il tifoso hanno riportato conseguenze. “Non ho sentito quasi nulla, e il casco non ha nemmeno un graffio”, precisa l’uomo, che indossava un cappellino dedicato proprio al corridore della Visma.

Le scuse via Instagram

Il tifoso ha voluto contattare Van Aert per scusarsi. “Non era assolutamente mia intenzione toccarlo. Sono uno che va alle corse con spirito positivo, e stavo anche tenendo le mani dietro le transenne. Ho semplicemente valutato male la situazione.”

Ora promette maggiore attenzione: “Ero dietro le barriere, ma anche così bisogna stare attenti. D’ora in poi farò ancora più attenzione, perché l’ultima cosa che voglio è mettere in pericolo i corridori.”

“Hou Afstand”: la campagna per la sicurezza

L’episodio si è risolto senza danni, ma non sempre va così. Negli ultimi anni non sono mancati incidenti causati da tifosi troppo vicini agli atleti. Per questo Flanders Classics e Sporza hanno lanciato la campagna “Hou Afstand” in vista del Giro delle Fiandre.

“Il ciclismo è uno sport estremamente accessibile, e vogliamo che resti tale”, spiega Tomas Van den Spiegel, CEO di Flanders Classics. “Ma abbiamo visto anche i rischi di questa vicinanza. Con un milione di persone lungo il percorso del Fiandre, una campagna ampia era necessaria.”

Il messaggio non riguarda solo la distanza fisica, ma il rispetto: verso i corridori, gli addetti ai lavori e tutte le figure che rendono possibile una delle corse più iconiche del calendario.

Lotte Kopecky e Jasper Philipsen hanno prestato il loro volto all’iniziativa. “È bello avere il sostegno del pubblico, ma bisogna essere consapevoli dei rischi”, afferma Kopecky. Philipsen aggiunge: “Campagne come questa rendono la corsa più sicura. Il ciclismo è già abbastanza impegnativo.”

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