Finito il riscaldamento, si entra nella verità . Venerdì 12 giugno il Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026 (l’ex Giro del Delfinato) inaugura il durissimo trittico finale che deciderà la classifica generale. La sesta tappa, Saint-Vulbas – Crest-Voland di 182,3 chilometri, chiama finalmente allo scoperto gli uomini di classifica. Tre arrivi in salita consecutivi ci diranno chi ha le gambe per vincere e chi, finora, ha solo bluffato tenendo le carte coperte.
Dei tre appuntamenti di alta montagna questo è sulla carta il meno spaventoso, ma nasconde insidie enormi, soprattutto se la corsa dovesse esplodere da lontano visto che i distacchi in classifica generale sono già importanti.
Il Percorso: fondo valle e poi due mazzate nel finale
La partenza da Saint-Vulbas è totalmente pianeggiante, ideale per far volare le medie orarie, ma dopo appena 25 chilometri la strada comincia a salire verso Lhuis: non è un GPM, ma sarà il trampolino di lancio perfetto per la fuga di giornata. La corsa entrerà nel vivo nella parte centrale con la Côte de Chatelard (4,8 km al 5,1%) e soprattutto il Col du Granier (8,1 km al 5,6%), posizionato al chilometro 98.
Da lì, una lunga discesa e un tratto di fondovalle fino a Ugine (km 160) faranno da antipasto al gran finale, dove non ci sarà più un attimo di respiro. Si comincia con la Côte d’Héry-sur-Ugine: 11,6 chilometri al 4,9% di pendenza media, ma un finale durissimo che tocca il 7%. Finita la picchiata, si riparte subito verso il traguardo di Crest-Voland: 5,9 chilometri al 7,4% di pendenza media, con un tratto centrale cattivo che si inerpica fino al 9%. Chi ha dinamite nelle gambe deve spararla qui.
- Orario di partenza: 12:35
- Orario d’arrivo previsto: 16:54 – 17:18
- Diretta TV e Streaming: 15:20 – 17:20 su Eurosport 2 e Discovery+
I Favoriti: Seixas l’uomo più atteso, Ayuso e Skjelmose pronti all’agguato
Il padrone di casa più atteso è senza dubbio il giovane talento francese Paul Seixas (Decathlon CMA CGM). Il finale esplosivo di Crest-Voland sembra disegnato sulle sue caratteristiche e la voglia di stampare il suo marchio sulla corsa è tanta. Ma non avrà vita facile. La Lidl-Trek si presenta agguerrita e può contare su una coppia d’assi micidiale: Juan Ayuso e Mattias Skjelmose, due che possono inventarsi superiorità numerica e attacchi incrociati per far saltare il banco.
In casa UAE Emirates, complice un João Almeida apparso fuori condizione, la punta unica sarà il messicano Isaac Del Toro, corridore dal cambio di ritmo micidiale in salita, scortato da un prezioso Pavel Sivakov. Molto interessante anche la sponda Netcompany Ineos, che si presenta al via con due mine vaganti come Oscar Onley e Kévin Vauquelin: correranno ognuno per sé o faranno squadra? C’è poi grande curiosità attorno a Carlos RodrÃguez, chiamato a dare segnali di riscatto.
Le alternative: Jorgenson solido, Buitrago cerca il colpaccio
Chi sta mostrando una gamba regolarissima in ottica Tour de France è Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike): lo statunitense potrebbe soffrire gli scatti troppo secchi, ma ha l’esperienza per gestire le pendenze regolari. Occhio a Santiago Buitrago (Bahrain Victorious): il colombiano, archiviata la sfortuna del Giro, ha mostrato dati mostruosi nell’ultima cronoscalata e se i big dovessero marcarsi stretto, il suo scatto potrebbe essere quello vincente. Per le pendenze dure c’è anche Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step).
Sulla regolarità punteranno Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) e Cian Uijtdebroeks (Movistar), mentre Maxim Van Gils (Red Bull-Bora-hansgrohe), ormai fuori classifica, cercherà gloria muovendosi da lontano insieme a Daniel Felipe MartÃnez.
E la Maglia Gialla? Alex Baudin (EF Education-EasyPost) sa difendersi in salita, ma difficilmente riuscirà a reggere il passo dei migliori scalatori puri quando si accenderà la bagarre. La EF potrebbe quindi decidere di mandare all’attacco Ben Healy o Georg Steinhauser per sparigliare le carte. In caso di fuga da lontano, fari puntati anche sugli italiani Marco Frigo (NSN) e Lorenzo Fortunato (XDS Astana).









