Fiandre 2026, Demi Vollering: “E’ il successo che sognavo. Non sarò alla Roubaix”

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Demi Vollering ha parlato a cuore aperto dopo la sua vittoria, una delle più significative della sua carriera. Ancora scossa dall’adrenalina, la campionessa olandese ha ammesso di non aver ancora realizzato del tutto l’impresa: “È bellissimo. Non riesco ancora a crederci davvero. Sono felice per me, ma soprattutto per tutta la squadra. Questa vittoria è anche loro.”

“Sul Kwaremont ho capito di avere ancora qualcosa in più”

Vollering ha spiegato il momento in cui ha percepito di essere la più forte:

“Sul Kwaremont ho sentito che avevo ancora energie. Eravamo solo all’inizio del finale, ma ho capito che potevo fare la differenza. Era il momento giusto per un’azione lunga.”

Da lì, la corsa ha preso una direzione chiara: Vollering ha attaccato con decisione, costruendo un vantaggio che nessuna è più riuscita a colmare.

“Questa è una corsa che sogni da bambina”

La vittoria ha un valore speciale:

“È difficile spiegare cosa significhi. Da piccola guardi queste gare e sogni di essere lì. Vincere così, con questa autorità, è qualcosa che ti resta dentro.”

Leadership piena: “È la strada più difficile, ma quella che mi fa rendere al massimo”

Per la prima volta, Vollering ha corso come leader unica della squadra, senza dover dividere le responsabilità:

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“In passato ho condiviso la leadership e mi è sempre piaciuto. A volte è più facile sacrificarsi per una compagna, senti meno pressione. Ma oggi tutto era sulle mie spalle. È la via più dura, senti ogni grammo di responsabilità… ma è anche quella che mi fa rendere meglio.”

Ha sottolineato quanto sia fondamentale avere una squadra che crede in lei:

“Quando so che tutte corrono per me, divento ancora più affamata. Sono la versione migliore di me stessa quando ho un team che mi sostiene completamente.”

Il ruolo della squadra: “Le ragazze si sono superate”

Vollering ha raccontato come la squadra stia crescendo insieme a lei:

“Negli ultimi giorni le ho viste emozionate, nervose, coinvolte. Per molte era la prima volta in una situazione così. Ma hanno fatto un lavoro incredibile. Quando vedono che il loro sacrificio porta alla vittoria, si motivano ancora di più.”

Ha citato anche un episodio significativo:

“Una compagna mi ha detto: ‘Prima mi sarei accontentata del podio. Ora, con te, so che solo la vittoria conta’. Questo dice tutto.”

Roubaix? Non ancora, ma…

Vollering ha confermato che la Parigi‑Roubaix femminile resta un obiettivo futuro:

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“Ne abbiamo parlato. Mi piacerebbe farla, ma non credo che questo sia l’anno. Se avessi vinto il Fiandre, mi hanno detto, allora ci avremmo pensato… beh, ora vedremo. Ma credo che la Roubaix resti un progetto per il prossimo anno.”

La forza mentale: “Mi alleno anche su questo, non solo sul fisico”

Una parte importante del suo successo arriva dal lavoro psicologico:

“Il corpo soffre, ma spesso ci dimentichiamo di quanto succede nella testa. Da inizio anno ho ricominciato a lavorare sulla meditazione e sulla calma mentale. È un allenamento vero e proprio, come quello fisico.”

Secondo Vollering, nelle prime ore di gara la difficoltà è soprattutto mentale:

“All’inizio vai piano, sei in gruppo, tutti vogliono stare davanti. È stressante, pericoloso, noioso e rischioso allo stesso tempo. Devi restare sveglia, concentrata, per ore. Basta un attimo e succede un incidente.”

“Una vittoria speciale, forse la più importante”

Alla domanda su dove collochi questa vittoria nella sua carriera, Vollering non ha avuto dubbi:

“È una delle più speciali. Per la prima volta ho corso con una squadra costruita interamente attorno a me. Ho potuto concentrarmi al 100% sul mio obiettivo. Finire il lavoro così… è meraviglioso.”

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