Tadej Pogačar non smette mai di spingersi oltre i limiti. Per la Parigi‑Roubaix 2026, lo sloveno si presenterà al via con una bici che rappresenta una delle scelte tecniche più estreme mai viste nella storia recente della corsa: pneumatici da 38 mm reali e monocorona da 56 denti.
Una configurazione che racconta molto dell’approccio del campione del mondo: massima scorrevolezza, massima stabilità, zero compromessi.
Gomme da 38 mm: al limite del regolamento UCI
Pogačar utilizzerà una Colnago Y1RS Dark Edition equipaggiata con Continental GP 5000 S TR da 35 mm nominali, che però, una volta montati sui cerchi ENVE SES da 25 mm interni, arrivano a misurare 38 mm effettivi.
Una scelta che porta la bici al limite del regolamento UCI, che impone un diametro massimo ruota‑gomma di 700 mm. Con gomme da 40 mm si rischierebbe di superare il limite, motivo per cui la squadra ha scelto la misura più estrema possibile senza incorrere in irregolarità.
La clearance della forcella è ridotta al minimo: tra copertone e testa della forcella resta davvero poco spazio. Condizioni perfette, quindi, per una Roubaix asciutta e polverosa, come indicano le previsioni.
Zelfs bloedend detail van 300.000 euro is opgelost: alle geheimen van het wapen dat Pogacar naar Roubaix-winst moet loodsenhttps://t.co/ocmYKd0YVQ#sporza
— Sporza 🚴 (@sporza_koers) April 11, 2026
Nessun inserto tubeless: una scelta controcorrente
Nonostante molti team considerino gli inserti tubeless una sorta di “assicurazione” contro le forature, la UAE non li utilizzerà. ENVE, infatti, non raccomanda l’uso di inserti con i propri cerchi hookless, e la squadra ha deciso di attenersi alle indicazioni del produttore.
Una scelta che va in direzione opposta rispetto a quella di molte altre squadre, che preferiscono la sicurezza di poter continuare a pedalare anche in caso di perdita di pressione.
Ruote ENVE differenziate: 6.7 davanti, 4.5 dietro
La configurazione ruote è particolare:
- anteriore: ENVE SES 6.7, profilo da 60 mm
- posteriore: ENVE SES 4.5, profilo da 56 mm
Una combinazione pensata per massimizzare stabilità e scorrevolezza, mantenendo un minimo di agilità sul posteriore.
Il copertone posteriore, più tradizionale, è un 32 mm che misura circa 35 mm reali.
Monocorona: seconda volta in carriera
Per la seconda volta in una gara su strada, dopo la vittoria alla Milano‑Sanremo 2026, Pogačar correrà con una trasmissione 1x.
La scelta è stata confermata solo negli ultimi giorni, dopo mesi di test. Il percorso della Roubaix, privo di salite vere, si presta perfettamente a questa soluzione.
Corona da 56 denti
Lo sloveno utilizzerà:
- corona Carbon‑Ti da 56 denti
- pedivelle Shimano Dura‑Ace R9200 da 165 mm
La mancanza di una frizione nel cambio Shimano rende necessario un chain catcher K‑Edge, che sostituisce il deragliatore anteriore e garantisce maggiore sicurezza sui settori in pavé.
Anche il forcellino è stato sostituito con un modello Carbon‑Ti, in linea con le altre modifiche alleggerite della bici.
Una bici estrema per una Roubaix estrema
La Colnago Y1RS “Dark Edition” che Pogačar utilizzerà è la stessa con cui ha corso nel 2025, ora disponibile anche in commercio. L’anno scorso lo sloveno aveva concluso la Roubaix senza computer, perso nella caduta che aveva segnato la sua corsa. Quest’anno, con gomme più larghe che mai e una trasmissione radicale, punta a evitare ogni imprevisto.










