Test antidoping alle 2 di notte, sono permessi? In teoria no, ma c’รจ un’eccezione: cosa dice il regolamento

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Le immagini di un Jonas Vingegaard visibilmente contrariato alla partenza della tappa di ieri del Tour de France 2026e le parole di Tadej Pogaฤar (“Svegliato alle 5, ho dormito solo quattro ore“) hanno scatenato un vero terremoto mediatico. La notizia del controllo antidoping effettuato sul danese della Visma-Lease a Bike alle 2:00 del mattino ha fatto storcere il naso a gran parte del gruppo e scatenato una domanda spontanea tra gli appassionati: se sono arrivati nel cuore della notte, significa che cโ€™รจ un sospetto fondato di doping?

La risposta breve รจ: non necessariamente, ma la norma lo prevede proprio per casi straordinari. Vediamo cosa dicono le carte federali per fare chiarezza ed evitare allarmismi ingiustificati.

Cosa dice il regolamento: la regola e l’eccezione

Per comprendere l’accaduto bisogna consultare lo Standard Internazionale per i Test (ISTI) della WADA e le norme dell’UCI, coordinate nelle grandi corse dall’agenzia indipendente ITA (International Testing Agency).

  1. La finestra standard (06:00 โ€“ 23:00): Di norma, i controlli a sorpresa devono avvenire in questa fascia oraria per tutelare il sonno e il recupero psicofisico degli atleti.
  2. I test notturni (23:00 โ€“ 06:00): Il regolamento (Art. 5.2 del Codice Antidoping UCI) vieta i controlli tra le 23:00 e le 06:00, a meno che non sussistano specifiche condizioni:
    • L’atleta ha indicato la disponibilitร  nella sua scheda whereabouts (reperibilitร ).
    • Sussiste una motivazione mirata/fondato sospetto (serious and specific suspicion) emerso da indagini di intelligence antidoping.
    • Deroghe specifiche applicate durante i Grandi Giri in regime di bolla/gara (dove vige una copertura di sorveglianza continuativa 24/7).

รˆ quindi la “prova” di un sospetto di doping su Vingegaard e Pogaฤar?

No, non รจ una condanna e non implica automaticamente che il corridore sia stato “colto sul fatto” o sia sotto indagine formale.

Quando le agenzie come l’ITA decidono di spezzare il sonno dei grandi leader della classifica, le motivazioni possono essere fondamentalmente due:

1. La lotta alle “Micro-dosi notturne” (Controllo di prevenzione generale)

Negli ultimi anni, la scienza antidoping ha evidenziato come alcune sostanze (o micro-dosi di EPO/ormoni) possano essere assunte la sera tardi per scomparire dall’organismo entro le 6:00 del mattino successivo. Andare a bussare alle 2:00 o alle 5:00 di notte serve all’ITA per azzerare la “finestra d’ombra” notturna e dimostrare che la maglia gialla e i suoi diretti rivali gareggiano ad armi totalmente pari. Il fatto che siano stati controllati sia Vingegaard (alle 02:00) sia Pogaฤar (alle 05:00) spinge a credere che si sia trattato di un’operazione trasversale sui vertici della classifica, piรน che di un “pedinamento” individuale.

2. Sospetto d’intelligence targettizzato (Target Testing)

Se invece l’ITA ha agito in virtรน della deroga per “serious suspicion”, significa che il passaporto biologico dell’atleta o soffiate d’intelligence richiedevano una verifica istantanea senza margine di attesa. Tuttavia, questa motivazione rimane coperta da segreto istruttorio e non viene confermata ufficialmente dalle autoritร .

Antidoping, violato il recupero o difesa la credibilitร  del ciclismo?

Tra i corridori serpeggia la rabbia per le tossine non smaltite e il sonno interrotto alla vigilia di una tappa cruciale di montagna. Come sintetizzato dal manager Visma, Richard Plugge: “Il momento non รจ ideale per la prestazione sportiva, ma รจ positivo che l’antidoping mantenga alta la guardia”.

In conclusione: il controllo alle 2 di notte รจ un’arma eccezionale e d’impatto, che il regolamento consente per evitare zone grigie. Fa discutere ed รจ ai limiti della vivibilitร  per chi si gioca un Tour de France, ma fa parte del prezzo da pagare per garantire al ciclismo la trasparenza di cui ha disperatamente bisogno.

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