Roubaix 2026, Tadej Pogačar: “Impossibile battere Van Aert, non avevo le gambe fresche”

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Tadej Pogačar ha lasciato il velodromo di Roubaix con il volto segnato dalla fatica e un sorriso amaro, di quelli che appartengono solo ai campioni che hanno dato tutto. Secondo posto, battuto allo sprint da un Wout van Aert in giornata perfetta, ma lo sloveno non ha nulla da rimproverarsi. Le sue parole, a caldo, raccontano una corsa vissuta al limite.

Quando ero con Wout, non avevo più freschezza nelle gambe per provare davvero a staccarlo sui settori più duri”, ha spiegato. “Sapevo che sarebbe stato praticamente impossibile farlo saltare sul pavé. Ho provato, ma lui era semplicemente più forte.”

Tadej Pogačar: “Ho fatto il massimo, ma lui ha corso in modo intelligentissimo”

Pogačar ha raccontato di aver creduto per un attimo nella possibilità di ribaltare la corsa: “Quando ha attaccato la prima volta, pensavo ancora di poter contrattaccare. Ma dopo quel momento ha corso in modo super intelligente. Abbiamo collaborato bene, ma su Carrefour de l’Arbre il vento era fortissimo e lì ho capito che sarebbe stato quasi impossibile.”

Lo sloveno non ha nascosto la frustrazione per un finale che sembrava scritto: “Dal Carrefour in poi sapevo che le possibilità erano al 99% contro di me. Però un filo di speranza l’ho tenuto fino allo sprint.”

“Nello sprint le gambe erano spaghetti”

Il momento decisivo, la volata nel velodromo, è stato un duello di pura resistenza. “Quando ho lanciato lo sprint, le mie gambe erano come spaghetti”, ha ammesso con un sorriso. “Ho fatto il massimo, ma battere Van Aert in uno sprint così… è durissima.”

Nonostante la sconfitta, Pogačar ha mostrato rispetto totale per il rivale: “Arrivare in pista con un corridore così forte è speciale. Ha meritato la vittoria.”

Ritornerà alla Roubaix? “Non posso dire no…”

Alla domanda se tornerà a correre la Parigi‑Roubaix, Pogačar non si è sbilanciato, ma ha lasciato aperta la porta: “Non posso dire no. Forse sì. Due settimane fa avrei detto che la corsa più difficile era la Sanremo, ma ora… dopo un altro secondo posto qui, devo pensarci. È solo la mia seconda Roubaix: diamole tempo, e vedremo.”

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