Mathieu van der Poel ha lasciato il velodromo di Roubaix con un misto di frustrazione e incredulità. Non per il risultato — un quarto posto che, viste le circostanze, ha quasi del miracoloso — ma per come la sua Parigi‑Roubaix 2026 è stata stravolta nel punto più iconico e crudele della corsa: la Foresta di Arenberg.
Il campione olandese, che inseguiva una storica quarta vittoria consecutiva nell’Inferno del Nord, è stato infatti vittima di due forature nello stesso settore, proprio nel momento in cui la corsa esplodeva. Da lì è iniziata una rimonta furiosa, spettacolare, ma destinata a non bastare.
“Ho avuto due forature. Ero a più di due minuti. A quel punto sai che la corsa è finita”, ha raccontato a Eurosport, con la calma di chi ha già metabolizzato l’imponderabile. “Come ho bucato? Come tutti quelli che bucano sul pavé.”
i’m actually crying. love that the first person who went immediately congratulating wout it’s mathieu.
— Laura 🇸🇮 (@ImCalledPikachu) April 12, 2026
they grow up together in this world ❤️
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Il caos nella Foresta di Arenberg: la bici di Philipsen, i pedali sbagliati, e un secondo stop
La prima foratura ha costretto Van der Poel a un cambio bici improvvisato: quella del compagno Jasper Philipsen, che però montava pedali diversi. “Lo sapevo, ovviamente. Non era previsto che prendessi la sua bici, ma penso che lui non si sentisse bene e me l’ha data. Ho provato a uscire dalla foresta con quella bici, ma era impossibile.”
Pochi metri dopo, il colpo di grazia: seconda foratura. “Quando ho bucato di nuovo e Tibor (Del Grosso) mi ha dato una ruota, ho capito che era finita.”
Eppure non si è arreso.
Mathieu Van Der Poel a essayé de changer de vélo avec Jasper Philipsen en pleine Trouée d'Arenberg mais il n'a pas réussi à repartir ! 🤯
— Cycling Legend (@CyclingLegend_) April 12, 2026
Del Grosso lui a donc donné sa roue avant mais MVDP a eu une nouvelle crevaison à la fin de la Trouée ! #ParisRoubaix pic.twitter.com/UmlQRwt4hS
Una rimonta da campione: “È incredibile che abbia ancora sprintato per il podio”
Nonostante i due minuti persi, Van der Poel ha iniziato una rincorsa rabbiosa, recuperando gruppi su gruppi e riportandosi sorprendentemente vicino ai migliori. Alla fine ha chiuso quarto, dietro Van Aert, Pogačar e Stuyven.
Gli è stato chiesto se, una volta rientrato in zona podio, abbia creduto di poter ancora vincere.
“Ad essere onesti, no. Ho speso troppe energie per rientrare. È quasi incredibile che sia riuscito ancora a sprintare per un posto sul podio.”
Il gesto finale: la stretta di mano a Wout Van Aert
Al traguardo, Van der Poel è stato uno dei primi a congratularsi con Wout van Aert, autore di una vittoria storica e profondamente simbolica.
“Tutti… tutti…”, ha detto, cercando le parole. “Penso che tutti siano felici per lui.”
Un gesto spontaneo, sincero, che racconta meglio di mille frasi il rispetto tra due campioni che, pur rivali, sanno riconoscere la grandezza dell’altro.










