La Parigi‑Roubaix 2026 continua a far discutere anche giorni dopo l’arrivo. L’edizione vinta da Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike), già segnata da forature e colpi di scena, si arricchisce ora di un nuovo retroscena raccontato da Oliver Naesen (Decathlon CMA CGM). Il belga, ospite di HLN Wielerpodcast, ha spiegato come – secondo lui – le moto delle televisioni avrebbero influito sul rientro di Tadej Pogačar dopo la prima foratura, avvenuta poco prima della Foresta di Arenberg.
“Sapevo che ci avrebbero riportato sotto”
Naesen ha raccontato di trovarsi nel secondo gruppo insieme a Yves Lampaert quando Pogačar ha avuto il problema meccanico:
“Gli ho detto: ‘Guarda Lampi, ci sono Eurosport, France 2… ci riporteranno sotto’. Ed è andata esattamente così”.
Secondo il corridore belga, la presenza ravvicinata delle moto avrebbe creato un effetto scia tale da aumentare sensibilmente la velocità del gruppo:
“Le moto hanno formato un muro davanti a noi. Per merito loro stavamo andando 15 km/h più veloci del normale. Poi Pogačar ha chiuso il gap da solo, ma è incredibile come ci hanno riportato davanti”.
Un tema che divide il gruppo
Il ruolo delle moto nelle classiche del Nord non è nuovo al dibattito. Solo due settimane fa Jakob Fuglsang, in un’intervista a Feltet, aveva espresso un’opinione simile, sostenendo che la scia dei mezzi in corsa possa influenzare in modo decisivo gli attacchi e le fasi chiave delle gare.
Secondo l’ex professionista danese:
- le moto possono favorire chi attacca per primo
- possono rendere difficile l’inseguimento del gruppo
- in alcune situazioni avrebbero inciso sull’esito finale di grandi classiche
Un tema che, a quanto pare, continua a scaldare il gruppo.










