“I tifosi sull’Alpe d’Huez sono un pericolo”: la preoccupazione di Richard Plugge, CEO di Visma-Lease a Bike

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L’attesa per l’Alpe d’Huez si trasforma in una festa per i tifosi e ansia per la sicurezza dei corridori. Mentre il gruppo si appresta ad affrontare la 19ª tappa del Tour de France 2026, cresce la preoccupazione per la gestione delle centinaia di migliaia di appassionati stipati lungo i 21 tornanti della salita più iconica di Francia. Dopo i timori espressi da Remco Evenepoel, a rincarare la dose in maniera perentoria è stato Richard Plugge, CEO della Visma | Lease a Bike.

Ai microfoni del quotidiano belga HLN, il manager olandese ha lanciato un vero e proprio grido d’allarme, arrivando a proporre una soluzione drastica: far pagare un biglietto d’ingresso per limitare e filtrare il flusso di spettatori sulle montagne del Tour.

“Gente ubriaca che salta davanti alle auto e ai corridori”

I segnali di potenziale caos si sono visti già dalla giornata di giovedì, quando l’organizzatore ASO è stato costretto a chiudere anticipatamente la strada al traffico automobilistico per il sovrannumero di persone e camper. Nella notte, cori e incitamenti avevano già invaso le rampe ben prima dell’arrivo del gruppo.

«Tutti vogliamo brillare su una salita così bella e leggendaria», ha esordito Plugge. «Posso solo sperare che i tifosi a bordo strada si comportino bene, perché sta diventando sempre di più un problema enorme. Ci sono due grandi minacce per il Tour oggi: la prima è la pericolosità del percorso — ed è la ragione per cui il nostro capitano Jonas Vingegaard è caduto giorni fa in un punto segnalato male — e la seconda è il pubblico».

Plugge ha poi descritto la condotta irresponsabile di molti presenti: «Ieri molte persone saltavano letteralmente davanti alla nostra ammiraglia. Non hanno la minima idea di cosa significhi quando stai guidando, e se lo fanno davanti a un corridore lanciato in salita è mortalmente pericoloso».

La provocazione: “Biglietti a pagamento per frenare il caos”

Per evitare che la tappa regina del Tour trasformi il ciclismo in una corrida fuori controllo, il numero uno della Visma indica la sua soluzione provocatoria ma concreta: «Molta della gente stipata lassù pensa che sia un carnevale: stanno tutto il giorno a scolarsi birra e a un certo punto perdono completamente la testa e la percezione di quello che fanno. Diventerà un problema gravissimo. L’organizzazione dovrebbe alzare la barra d’accesso e iniziare a far pagare un biglietto d’ingresso per salire sul monte».

Una proposta destinata a far discutere l’intero movimento ciclistico, divisi tra la natura storicamente gratuita e popolare di questo sport e la necessità di tutelare l’incolumità fisica dei corridori in tappe ad altissimo rischio come quella odierna.

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