La prima vera crisi del suo Giro è arrivata proprio sul Corno alle Scale. Dopo una prima settimana brillante, Giulio Pellizzari ha vissuto una giornata complicata nella nona tappa del Giro d’Italia 2026, cedendo terreno nel finale e scivolando dal sesto al nono posto della generale.
Il giovane talento della Red Bull – BORA – hansgrohe, in maglia bianca di miglior giovane, ha perso 1’28’’ dal vincitore di giornata Jonas Vingegaard, pagando soprattutto problemi fisici che lo hanno colpito negli ultimi chilometri della salita.
Quando la strada si impenna, Pellizzari si stacca
A 3,3 km dall’arrivo, proprio nel tratto più duro della salita, il ritmo imposto da Visma | Lease a Bike e Decathlon ha iniziato a fare selezione. Pellizzari è apparso subito in difficoltà, pedalata meno fluida, corpo che oscillava più del solito.
Un ulteriore cambio di ritmo ha fatto il resto: il marchigiano si è staccato dal gruppo dei big e, nonostante l’aiuto di Giovanni Aleotti, non è più riuscito a rientrare.
Ha chiuso 22º di tappa, limitando comunque i danni.
Il team: “Problemi di stomaco, ma grande coraggio”
Pellizzari non ha parlato ai media al traguardo, ma la squadra ha spiegato la situazione con un messaggio sui social: “Giornata difficile, ma grande lotta. Nonostante problemi di stomaco, Giulio ha stretto i denti fino alla fine, limitando le perdite. Ora è 9º in classifica generale.”
Un aggiornamento che chiarisce la natura della crisi: non una mancanza di gambe, ma un problema fisico improvviso.
Hindley limita i danni, Vingegaard allunga
Nel frattempo, l’altro leader della squadra, Jai Hindley, pur non essendo al top, ha contenuto il distacco a 50 secondi da Vingegaard, salendo al quarto posto della generale.
La classifica ora dice:
- Afonso Eulálio sempre in rosa
- Vingegaard a 2’08’’
- Hindley a 4’32’’
- Pellizzari a 5’15’’
Il danese della Visma si conferma il riferimento principale per la lotta al Giro.
Un passo indietro, ma non una resa
Solo due giorni prima, sul Blockhaus, Pellizzari era stato l’ultimo a mollare la ruota di Vingegaard. Ieri, su una salita meno selettiva, ha sofferto molto di più.
Ma il distacco resta contenuto: meno di 90 secondi in una giornata storta possono essere assorbiti, soprattutto se il problema è fisico e non prestazionale.










