Da Palù di Giovo all’Etna: un viaggio per ricordare Sara Piffer e chiedere più rispetto sulla strada

Sara Piffer
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Palù di Giovo è un paese piccolo, poche centinaia di abitanti, ma con un nome che pesa nella storia del ciclismo: 86 giorni in Maglia Rosa grazie ad Aldo e Francesco Moser e a Gilberto Simoni. Oggi, da questo borgo della Val di Cembra, è partita un’altra impresa. Diversa, simbolica, profondamente umana.

Un gruppo di otto amici ha dato il via a un viaggio di oltre 1300 chilometri, sei tappe che li porteranno fino all’Etna. Lo fanno nel nome di Sara Piffer, la giovane ciclista trentina investita e uccisa un anno e mezzo fa. Una vita spezzata troppo presto, un dolore che non si cancella, ma che può trasformarsi in un messaggio.

Alla partenza c’erano anche Gilberto Simoni, Sebastiano Arman e Amos Mosaner, insieme ai genitori di Sara e a Matteo Lorenzi. Una comunità che si stringe, che pedala unita per ricordare e per chiedere attenzione.

La prima tappa è già un manifesto: 300 chilometri da Palù di Giovo a Cervia, un “Giro d’Italia” parallelo che vuole riportare al centro un tema troppo spesso ignorato. Nel percorso ci sarà anche l’attraversamento a nuoto dello Stretto di Messina, prima dell’arrivo finale in cima all’Etna.

È un viaggio che parla di amicizia, memoria e responsabilità. Un viaggio che ricorda a tutti una verità semplice e potente: la strada è di tutti. E il rispetto della vita viene prima di tutto.

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