La settima tappa del Giro d’Italia Women 2026 regala un finale ad altissima tensione e incorona il talento cristallino di Célia Géry. Sul traguardo di Salice Terme, la giovane francese della FDJ United-Suez ha conquistato la vittoria più importante della sua giovanissima carriera, superando allo sprint un drappello di fuggitive che è riuscito per un soffio a resistere al ritorno del gruppo. Una frazione che, oltre al verdetto dello sprint, ha rischiato di stravolgere la classifica generale a causa di una spaventosa maxi caduta a metà gara che ha visto finire a terra la stessa Maglia Rosa, Anna Van der Breggen.
La cronaca: la fuga della prima ora e la caduta che spaventa il Giro
La Sorbolo Mezzani – Salice Terme di 159 chilometri prende il via con un’azione di cinque atlete: la neerlandese Marjolein van ’t Geloof, la canadese Alison Jackson, le azzurre Chantal Pegolo, Sara Luccon e la combattiva Gaia Segato. Il quintetto collabora alla perfezione lungo le strade della Pianura Padana, arrivando ad accumulare un vantaggio massimo che sfiora gli otto metri. Dietro, tuttavia, gli uomini della Lidl-Trek si mettono a tirare il gruppo con decisione, convinti che Elisa Balsamo possa superare le insidie dell’Appennino.
A circa 60 chilometri dall’arrivo, con il distacco sceso a 4 minuti, il dramma: su un tratto di strada completamente rettilineo, una brutta sbandata provoca una maxi caduta nella primissima parte del plotone, coinvolgendo circa trenta atlete. Il colpo è durissimo in casa SD Worx-Protime: a terra finisce la leader della corsa Anna Van der Breggen, insieme alle compagne Valentina Cavalleri e Barbara Guarischi. Nella scivolata rimangono bloccate e ferite anche altre big della classifica come Marlen Reusser, Monica Trinca Colonel e Lore De Schepper.
Mentre il gruppo davanti continua a spingere per andare a riprendere la fuga, per le cadute inizia un lunghissimo inseguimento. Van der Breggen, visibilmente dolorante ma supportata dalle compagne, riesce a rientrare nel plotone dopo ben 15 chilometri di inseguimento a tutta scuderia. Destino peggiore per la Reusser, che scivola una seconda volta durante la rincorsa e perde molto più tempo.
Il finale: l’attacco di Longo Borghini e la volata vincente di Géry
Sulle rampe della salita di Pietragavina (7,9 km al 3,2%), Luccon e Van ’t Geloof perdono contatto dalla testa della corsa. Segato, Pegolo e Jackson scollinano con un margine ridotto, ma in discesa la corsa esplode. Dal gruppo si sganciano Célia Géry e Silvia Persico, capaci di riportarsi sulle tre superstiti della fuga. Poco dopo, con una spallata da campionessa, anche Elisa Longo Borghini e Lucinda Brand riescono a saltare sul treno di testa.
I sette battistrada entrano negli ultimi 10 chilometri con 40 secondi di vantaggio su un plotone ormai ridotto ai minimi termini e lanciato in un inseguimento furioso. Il ricongiungimento sembra quasi cosa fatta nei pressi dell’ultimo chilometro, ma la retta d’arrivo premia la resistenza del drappello.
Nello sprint ristretto, Lucinda Brand lancia l’azione ma deve arrendersi alla straordinaria velocità di Célia Géry, che la salta negli ultimi metri regalando un altro trionfo alla FDJ United-Suez. Terza la giovanissima Chantal Pegolo, autrice di una prova monumentale. Elisa Longo Borghini chiude quinta a 36 secondi, guadagnando una manciata di secondi preziosi sulle avversarie dirette in classifica generale in vista dell’ultima tappa.
Ordine d’arrivo Tappa 7
- Célia Géry (FDJ United – SUEZ) – 3h51’13”
- Lucinda Brand (Lidl – Trek) s.t.
- Chantal Pegolo (Isolmant – Premac – Vittoria) s.t.
- Alison Jackson (St Michel – Preference Home – Auber93) s.t.
- Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ) + 36″
- Gaia Segato (Vini Fantini – BePink) s.t.










