Terremoto nel ciclismo Under 23: si dimette Adriano Spinozzi, organizzatore del Gp Capodarco

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A poco più di due mesi dalla 54ª edizione del Gran Premio di Capodarco, una delle corse più prestigiose del calendario Under 23, arriva una notizia che segna una svolta inattesa: Adriano Spinozzi ha rassegnato le dimissioni dal comitato organizzatore. Una scelta sofferta, maturata nel tempo, che chiude un capitolo lungo oltre trent’anni.

Il dopo‑Gazzoli e un rapporto mai ricostruito

La scomparsa di Gaetano Gazzoli, storico patron della corsa, avvenuta il 29 maggio 2025, ha lasciato un vuoto profondo. Per Spinozzi, Gazzoli non era solo un presidente: era un fratello, un compagno di viaggio, una guida. Dopo la sua morte, però, qualcosa si è incrinato.

Da quando è mancato Gaetano, qualcosa è cambiato”, racconta Spinozzi. Il rapporto con i nuovi proprietari — la famiglia Gazzoli, subentrata alla guida del GP — non ha mai trovato la stessa sintonia. E questo, alla vigilia dell’edizione 2026, ha portato alla rottura definitiva.

Trent’anni di lavoro dietro le quinte

Spinozzi è stato per decenni il motore operativo del Gran Premio di Capodarco. Il suo ruolo andava ben oltre la semplice collaborazione:

  • contatti con squadre italiane e straniere
  • rapporti con le federazioni
  • coordinamento con enti locali, questura, prefettura e vigili
  • gestione sponsor e volontari
  • logistica per hotel, stampa, TV e mezzi di servizio

Una macchina complessa, una “carovana da 500 persone”, come lui stesso la definisce. Un lavoro enorme, spesso invisibile, che ha contribuito a rendere Capodarco una delle corse più amate e rispettate del panorama internazionale.

“Non c’è più trasparenza”: il motivo della rottura

La decisione arriva con amarezza, ma anche con fermezza. Spinozzi parla apertamente di “mancanza di trasparenza nella gestione societaria e finanziaria”, un elemento che ha minato la fiducia e reso impossibile proseguire.

A questo si aggiunge un altro elemento: l’esclusione. “Negli ultimi mesi sono stato escluso da presentazioni e incontri. Sparito, mai menzionato. E intanto veniva usato materiale prodotto da me”, denuncia Spinozzi. Un colpo difficile da accettare per chi ha dedicato una vita alla corsa.

Un addio come atto d’amore

Nonostante la delusione, Spinozzi definisce le sue dimissioni “un atto d’amore verso chi ha sempre creduto in me, in primis Gaetano Gazzoli”. Ringrazia la famiglia, gli amici, i volontari, la Comunità di Capodarco e Don Vinicio Albanesi, ricordando come la corsa sia sempre stata legata ai valori di solidarietà e accoglienza.

E assicura che il suo impegno nel ciclismo non finirà: “Continuerò a lavorare con i canali costruiti in cinquant’anni di passione”.

Il Gp Capodarco e un vuoto difficile da colmare

Le dimissioni di Spinozzi rappresentano un terremoto per il movimento U23 italiano. Il Gran Premio di Capodarco perde una delle sue colonne portanti, un uomo che conosceva ogni dettaglio della corsa e che ne ha custodito l’identità per decenni.

La 54ª edizione si correrà comunque il 16 agosto, ma senza una delle sue anime storiche. E per molti, non sarà più la stessa cosa.

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