La corsa finisce ma viene cancellata: polemica al campionato canadese gravel 2026

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Il mondo del gravel è abituato alle condizioni più estreme e ai terreni più duri, ma quanto accaduto domenica 14 giugno a Duncan, nella Columbia Britannica, ha dell’incredibile. Il Campionato Nazionale Canadese Gravel 2026 si è trasformato in un caos organizzativo senza precedenti, culminato con la cancellazione della corsa a rassegna in pieno svolgimento, lasciando atleti, team e tifosi in preda alla rabbia e alla frustrazione.

L’evento, inserito nel prestigioso weekend della Burnt Bridge Classic Gravel Fondo nella Cowichan Valley, aveva attirato i migliori specialisti del Paese, pronti a darsi battaglia per la maglia foglia d’acero. Nessuno, però, aveva fatto i conti con un’ondata di calore record.

40 gradi nella foresta e il pasticcio delle classifiche online

Secondo gli organizzatori della Panache Cycling Sports, il termometro ha toccato i 40°C nei settori sterrati più esposti e remoti (il servizio meteorologico ufficiale ha registrato un record di 34°C all’ombra vicino all’arrivo). Con il passare delle ore, la sicurezza dei corridori nei tratti forestali più isolati, dove i soccorsi medici avrebbero fatto enorme fatica a intervenire tempestivamente, è diventata un rischio troppo alto.

Da qui la decisione drastica: gara stoppata e tutti a casa a metà percorso, prima che i titoli nazionali venissero ufficialmente assegnati. A gettare ulteriore benzina sul fuoco è stato il sistema di cronometraggio: sul sito Webscorer.com sono infatti comparsi dei risultati parziali, poi frettolosamente rimossi dagli organizzatori, mandando i concorrenti totalmente in confusione.

Gruppo spaccato: “Si poteva partire prima”

La decisione ha scatenato un travolgente dibattito sui social e nel paddock. Molti corridori, specialmente quelli che hanno affrontato lunghe e costose trasferte da una parte all’altra del Canada per giocarsi la convocazione ai Mondiali, hanno criticato duramente la gestione dell’evento. L’accusa principale mossa agli organizzatori è la mancanza di lungimiranza: si sarebbe potuto anticipare l’orario di partenza all’alba, accorciare le distanze dei percorsi o, quantomeno, potenziare i punti di rifornimento idrico e il supporto neutrale lungo il tracciato.

Dall’altra parte, diversi atleti hanno difeso la scelta della direzione di gara, sottolineando come i colpi di calore in mezzo a foreste isolate possano diventare rapidamente fatali se non gestiti immediatamente.

Il comunicato ufficiale: titoli congelati

Nel tentativo di placare gli animi, l’organizzatore John Watkins ha rilasciato una nota ufficiale:

“Riconosciamo che questa decisione è stata accolta con profonda delusione e comprendiamo il tempo, l’allenamento e l’impegno che avete investito per partecipare a questo evento. Panache Cycling Sports sta lavorando a stretto contatto con Cycling Canada per determinare il risultato più equo possibile in merito alle classifiche e all’assegnazione dei titoli. Prevediamo di fornire un aggiornamento entro la fine della settimana.”

Resta il fatto che la prima storica assegnazione del titolo nazionale a Duncan si chiude con una pagina nera per il movimento gravel canadese. Una situazione delicata che costringerà la federazione a rivedere profondamente i protocolli di sicurezza e gestione delle corse di fronte alle sempre più frequenti ondate di calore estive.

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