Un’autentica bomba regolamentare sta scuotendo il Belgio ciclistico a pochissimi giorni dal via della Grande Boucle. Remco Evenepoel potrebbe subire una squalifica di nove giorni per la sua intenzione di saltare i Campionati Nazionali in linea di questa domenica. Un blocco che, regolamento alla mano, si sovrapporrebbe parzialmente alla partenza del Tour de France 2026 da Barcellona, fissata per sabato 4 luglio.
Il caso ha scatenato una polemica ferocissima in patria, accendendo i riflettori su una norma tanto rigida quanto discussa della federazione belga.
Il “caso” Anversa e il regolamento di ferro belga
Il percorso del Campionato Nazionale di questa domenica, nei pressi di Anversa, è completamente piatto e totalmente inadatto alle caratteristiche del fuoriclasse della Red Bull-Bora-Hansgrohe. Per questo motivo, dopo una sessione di allenamento in altura sulle Alpi all’inizio della settimana, Evenepoel ha espresso la volontà di non correre per riposare e presentarsi al 100% al via del Tour, dove punta senza mezzi termini alla classifica generale.
Il problema? La federazione belga (Belgian Cycling) è una delle pochissime al mondo che impone l’obbligo di partecipazione ai campionati nazionali per tutti i propri corridori professionisti. Chi salta l’appuntamento senza una giustificazione medica ufficiale va incontro a:
- 9 giorni di sospensione immediata dalle corse;
- Ulteriori sanzioni (fino a 14 giorni di stop, multe e perdita dei premi in denaro) in caso di mancato rispetto del blocco.
La Federazione non fa sconti: “Nessuna eccezione, nemmeno per i big”
Intervistato dai media internazionali, il direttore sportivo di Belgian Cycling, Massimo Van Lancker, è stato categorico, confermando che la federazione non intende fare passi indietro per proteggere il prestigio della propria corsa:
“Il Campionato Belga è obbligatorio per ogni ciclista professionista, indipendentemente dal suo profilo o dal suo status. Investiamo molto per mantenere alto lo standard di questo evento, i cui ricavi sostengono direttamente il ciclismo giovanile e le squadre nazionali. Ogni corridore ha ricevuto il regolamento via mail: se hai un certificato medico l’assenza è legittima, altrimenti verranno prese misure”.
Al momento, l’entourage di Evenepoel e il team Red Bull-Bora-Hansgrohe si sono trincerati dietro un fitto no-comment.
Cosa rischia davvero Remco Evenepoel? Lo scenario in vista del Tour
In teoria, se la squalifica di 9 giorni scattasse lunedì, Evenepoel non potrebbe correre fino al 7 luglio, saltando di fatto le prime quattro tappe del Tour de France.
Nella realtà dei fatti, però, gli esperti di mercato e la stampa belga (Wielerflits) suggeriscono che si tratti soprattutto di un “braccio di ferro” istituzionale. È altamente improbabile che la federazione belga decida di affossare la stella nazionale rovinandogli il Tour. Le vie d’uscita sono principalmente due:
- Il classico “mal di pancia” strategico: La presentazione di un certificato medico last-minute per un affaticamento o un piccolo malanno, che estinguerebbe la sanzione.
- Un accordo politico: Una squalifica “congelata” o scontata più avanti nel corso dell’anno, magari in autunno, lontano dalle corse che contano.









