Il Giro di Svizzera 2026 affronta il suo penultimo e fondamentale capitolo. Sabato 20 giugno i riflettori si accendono sulla cittadina di Aarburg, teatro dell’unica cronometro individuale della corsa elvetica: 23,8 chilometri interamente piatti che costringeranno gli uomini di classifica a spingere rapporti lunghissimi e a fare i conti con le lancette del cronometro.
Se per il gradino più alto del podio finale i giochi sembrano ormai chiusi, la sfida contro il tempo sarà un vero e proprio sbarramento per ridefinire le restanti posizioni della top 10, con il rischio concreto di registrare distacchi pesanti tra i passisti puri e gli scalatori meno avvezzi alla disciplina.
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Il Percorso: pianura totale e insidie cittadine a metà gara
Un tracciato disegnato su misura per gli specialisti in grado di sprigionare una potenza devastante in perfetta autonomia, senza l’aiuto delle salite.
- La prima parte: Si parte dal centro storico di Aarburg (sulla Stadtchen) per superare subito il fiume Aare. Da lì inizia un lungo tratto pianeggiante e filante, con pochissime curve, che attraverserà diversi centri abitati.
- La boa e il tratto guidato: Poco prima di metà percorso, nell’abitato di Neuendorf, è posizionato il rilevamento cronometrico intermedio. Questa è la zona più tecnica e insidiosa della tappa: i corridori dovranno digerire una sequenza ravvicinata di curve strette e ad angolo retto, ottime per spezzare il ritmo, prima di affrontare l’unica e impercettibile salitella di giornata.
- Il rientro: Superata la boa si inverte la rotta per tornare verso Aarburg lungo la sponda opposta del fiume. L’arrivo è posto sul suggestivo lungofiume di Landhaustrasse dopo un’ultima curva a novanta gradi.
- Orario di partenza (primo corridore): 15:04
- Orario d’arrivo (ultimo corridore): 17:30 circa
- Diretta TV e Streaming: 15:20 – 18:30 su Discovery+ ed Eurosport 1
I Favoriti: Pogačar punta al bersaglio grosso, Vacek e Segaert i grandi sfidanti
Anche senza salite, il favorito assoluto per il borsino dei pronostici non può che essere la maglia gialla Tadej Pogačar (UAE Team Emirates – XRG). Lo sloveno, già quarto ai Mondiali di specialità lo scorso anno, ha un motore spaventoso e il recente ritiro di un mostro sacro come Rémi Cavagna gli spiana la strada verso l’ennesimo successo.
Il primo rivale della vigilia è il ceco Mathias Vacek (Lidl-Trek). Brillantissimo nelle frazioni d’apertura, il giovane talento cerca la definitiva consacrazione internazionale contro il tempo dopo aver dominato i titoli nazionali. Attenzione massima anche ad Alec Segaert (Bahrain Victorious): il classe 2003 belga ha le doti perfette per esaltarsi su questo tracciato piatto, come già dimostrato nelle categorie giovanili e al Renewi Tour.
Le mine vaganti e gli uomini di classifica
In casa UAE Team Emirates occhio al passista tedesco Nils Politt, specialista solido che su queste distanze può fare sfracelli, e all’americano Brandon McNulty. Cerca riscatto l’ex campione del mondo del 2022 Tobias Foss (Netcompany INEOS), mentre tra gli uomini di classifica Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe) e Ilan Van Wilder (Soudal Quick-Step) cercheranno di sfruttare l’esperienza per blindare il podio.
Le speranze azzurre
L’Italia cala l’asso Alberto Bettiol (XDS Astana Team). Il toscano ha una condizione straripante ereditata dal Giro d’Italia e, sebbene non colga un acuto a cronometro da qualche stagione, ha le qualità per rivelarsi la vera e propria mina vagante della giornata. Per un piazzamento di rilievo nella top 10 fari puntati anche su Antonio Tiberi (Bahrain Victorious) e sul giovane Lorenzo Germani (Groupama-FDJ).









