A Foix, sotto un sole che sembrava voler sciogliere l’asfalto, Mads Pedersen ha ritrovato se stesso. La vittoria nella quarta tappa del Tour de France 2026 non è stata solo un successo di potenza, tattica e squadra: è stata una liberazione. E soprattutto, è stata un gesto di gratitudine verso una persona che, per Pedersen, ha significato molto più di un semplice team manager: Luca Guercilena.
Il danese lo ha detto chiaramente in conferenza stampa, con la voce che tradiva emozione e sollievo: “Luca è stato l’uomo che mi ha salvato nel 2017. Non avevo un contratto, e grazie a lui ho potuto lavorare bene e avere il supporto necessario per i miei obiettivi.”
Non è una frase buttata lì. È una storia.
Un Tour bollente, una squadra che non si è sciolta
Pedersen ha parlato anche del caldo feroce che sta segnando questo Tour: “Sappiamo che la Francia a luglio è calda. È difficile correre così, ma la squadra è professionale e pronta. Abbiamo un modo efficace per affrontare queste condizioni.”
Parole che raccontano una Lidl‑Trek solida, organizzata, capace di trasformare una giornata infernale in un’opportunità. E infatti, la tappa di Foix è stata un manuale di ciclismo: fuga controllata, Simmons e Vacek perfetti nel ruolo di scudieri, Pedersen lucido nel finale.
“Non è mai facile realizzare un piano in tappe come queste, ma oggi abbiamo fatto tutto nel modo giusto.”
La caduta, la frustrazione, il ritorno
Pedersen non ha nascosto quanto sia stato difficile arrivare fin qui. La caduta di inizio stagione ha compromesso tutto: “Ho spinto oltre il mio limite per tornare, ma la stagione delle classiche era compromessa. Mi è dispiaciuto chiudere la prima parte dell’anno senza vittorie.”
Per un corridore come lui, abituato a vincere, a essere protagonista, a trascinare la squadra, è stato un colpo duro. Così è arrivato al Tour con un obiettivo semplice e feroce: vincere.
“Sono venuto qui per vincere, e sono felice di esserci già riuscito.”
Il cuore del discorso: un grazie che vale una carriera
Ma il momento più forte della conferenza stampa è arrivato quando Pedersen ha parlato di Guercilena, che lascerà la squadra dopo il Tour.
“Gli avevo promesso un successo prima del Tour. Era nostra intenzione omaggiarlo per il grande lavoro svolto in questi anni.”
Non è solo un ringraziamento. È un cerchio che si chiude.
Nel 2017, Pedersen era un giovane corridore senza contratto, senza certezze, senza un futuro chiaro. Guercilena lo ha preso, lo ha creduto, lo ha costruito. Da quel momento, il danese è diventato campione del mondo, vincitore di classiche, uomo squadra, simbolo della Trek-Segafredo prima e della Lidl‑Trek poi.
La vittoria di Foix non è solo una tappa. È un tributo. Un gesto di riconoscenza verso chi ha cambiato la sua carriera.
Un Tour che Pedersen vuole vivere fino in fondo
La sensazione è che questa vittoria sia solo l’inizio. Pedersen ha ritrovato gambe, fiducia, motivazioni. E ha un motivo in più per correre con il cuore: salutare Guercilena nel modo più bello possibile.
Un Tour bollente, una squadra solida, un corridore che ha ritrovato se stesso. E un uomo, Luca Guercilena, che lascia una squadra dopo averla costruita pezzo per pezzo.









