Successo di Mads Pedersen nella quarta tappa del Tour de France 2026. Il corridore della Lidl-Trek è stato protagonista nella grandissima fuga che ha animato questa giornata: nel finale, Pedersen è stato autore di uno sprint davvero lunghissimo, imponendosi praticamente per distacco rispetto a tutti gli altri corridori.
Festa doppia in casa Lidl-Trek con Mads Pedersen che si è imposto davanti a Quinn Simmons. Molto bene anche Marco Frigo: l’azzurro della NSN era nel gruppo di testa insieme a Pedersen e ha chiuso quarto, alle spalle di Raul Garcia Pierna. La maglia gialla di leader della classifica generale passa a Torstein Træen, regalando così un’immensa soddisfazione alla Uno-X Mobility.
Una fuga enorme, una giornata bollente
Il caldo è stato il primo vero avversario: quaranta gradi, asfalto che tremolava, borracce che evaporavano. Nonostante questo, la corsa è esplosa subito. Dopo venti chilometri, si è formata una fuga gigantesca: 34 corridori, un gruppo talmente numeroso da sembrare un secondo gruppo.
Dentro c’erano attaccanti di razza, velocisti in cerca di occasioni, uomini di classifica pronti a sfruttare la giornata. Tra loro, il blocco Lidl‑Trek: Pedersen, Simmons, Vacek, un trio che avrebbe poi deciso la corsa.
Fuori dai giochi, invece, Mathieu van der Poel, che ha ammesso di essere in difficoltà per il caldo e ha scelto di non rischiare.
La fuga prende il largo, Træen sogna il giallo
Con il gruppo che lasciava fare, la fuga ha guadagnato minuti su minuti. A metà tappa, il distacco superava i sette minuti: abbastanza per trasformare la corsa in un gioco di incastri per la classifica generale.
Tra i fuggitivi c’era Torstein Træen, che partiva con 5’06” di ritardo in classifica. Con quel margine, il norvegese ha iniziato a intravedere la maglia gialla. E non era un sogno campato in aria: la fuga era forte, collaborativa, e il gruppo non aveva alcuna intenzione di inseguire.
Vacek e Tratnik provano la mossa, Kirsch si aggiunge
Sul Col de Coudons, la corsa ha cambiato ritmo. Mathias Vacek e Jan Tratnik hanno attaccato, costruendo un vantaggio solido. In cima, avevano già un minuto. Da dietro, solo Alex Kirsch è riuscito a rientrare, formando un terzetto che ha provato a giocarsi la tappa.
Ma la salita successiva, il Col de Montségur, ha rimesso tutto in discussione.
Montségur: la fuga esplode, Lidl‑Trek prende il controllo
La salita ha fatto selezione. Il terzetto è stato ripreso, e la fuga si è trasformata in un campo di battaglia: attacchi di Castrillo, accelerazioni di García Pierna, un Debruyne in grande giornata.
Ma ogni tentativo veniva spento da un uomo: Quinn Simmons. Il texano ha corso come un bodyguard, chiudendo ogni buco, spegnendo ogni scatto, proteggendo Pedersen come se fosse l’unico obiettivo della giornata.
Lidl‑Trek aveva deciso: la tappa doveva essere del danese.
Ultimi chilometri: cooperazione perfetta, Pedersen non sbaglia
Dopo Montségur, la fuga si è ricompattata in dieci uomini. Una situazione paradossale: Lidl‑Trek era in superiorità numerica, ma nessuno ha provato a ribaltare la corsa. Gli altri attaccavano, Movistar ci provava, ma Simmons e Vacek chiudevano tutto.
La squadra tedesca ha steso la strada per Pedersen, metro dopo metro. E quando la volata è partita, il danese ha fatto ciò che sa fare meglio: potenza, lucidità, zero esitazioni. Una vittoria netta, meritata, costruita da una squadra che ha corso come un blocco unico.










