Ponte di Legno è storicamente un punto di riferimento internazionale per gli amanti dello sci e degli sport invernali. Negli ultimi anni, tuttavia, lo splendido comprensorio a cavallo tra Lombardia e Trentino sta vivendo una profonda e fortunata metamorfosi estiva, trasformandosi in un paradiso per gli appassionati delle due ruote. Dalla valorizzazione dei passi mitici del ciclismo su strada all’espansione dei percorsi per mountain bike ed e-bike, la bicicletta è diventata un pilastro fondamentale dell’economia turistica locale.
A margine della seconda edizione della Granfondo Gavia Mortirolo, svoltasi domenica scorsa, abbiamo fatto il punto della situazione con Matteo Aielli, responsabile ciclismo del Consorzio Pontedilegno-Tonale, per comprendere le strategie future, i prossimi eventi in calendario e l’impatto delle nuove infrastrutture, a partire dalla storica variante ciclabile del Passo Gavia.
Partiamo dalla collaborazione con il GS Alpi per quanto riguarda la Granfondo Gavia Mortirolo. Si è rotto il ghiaccio con la prima edizione dello scorso anno e ora siamo alla seconda: come sta procedendo questa sinergia tra il Consorzio e gli organizzatori?
«Direi che la collaborazione sta andando molto bene ed è decisamente proficua. Il GS Alpi ha il grande merito di portare nella nostra località una manifestazione di altissimo livello e, di conseguenza, chiede al territorio un riscontro altrettanto elevato. Su questo aspetto mi sento di dire che forse dobbiamo sforzarci ancora un po’ per raggiungere appieno tale obiettivo. Dobbiamo cercare di fare qualcosa in più, ma siamo assolutamente all’altezza: abbiamo un territorio bellissimo e la reale possibilità di alzare ulteriormente il livello di questa granfondo, collaborando sempre al meglio e offrendo il massimo al GS Alpi. La strada da seguire è sicuramente questa».
Ponte di Legno è rinomata come stazione sciistica, ma gli appassionati sanno bene che il Giro d’Italia ha scritto qui pagine memorabili, non ultimo l’arrivo firmato da Giulio Ciccone. Oltre alla Granfondo appena conclusa, quali altri grandi eventi legati alle due ruote ospiterete in futuro?
«Il nostro è indubbiamente un territorio votato al ciclismo su strada per via dei grandi nomi che evoca, come il Passo Gavia e il Mortirolo. È proprio per questo che abbiamo abbinato la nostra offerta al GS Alpi e alla Granfondo. Parallelamente ai Passi Mitici, portiamo avanti il progetto di chiusura al traffico motorizzato in collaborazione con Enjoy Valtellina, un’iniziativa fondamentale per valorizzare il territorio dando la possibilità ai ciclisti di affrontare queste salite storiche in piena libertà e sicurezza.
Spostandoci sulle ruote grasse, il prossimo 18 luglio Tonale ospiterà una prova di mountain bike, insieme a una pedalata per famiglie a fine agosto. Per l’anno prossimo, inoltre, abbiamo l’idea di riportare qui gli eventi legati al Gravity e al Downhill, dedicati anche ai bambini. Quest’anno il nostro Bike Park ha una buona parte dell’area ancora “under construction” per lavori di rinnovamento, ma l’anno prossimo torneremo più forti di prima».
Qual è il riscontro effettivo che avete registrato in questi ultimi anni riguardo al turismo in bicicletta a Ponte di Legno?
«Le rispondo sia da addetto ai lavori sia da appassionato e praticante che vive il territorio: si nota un numero costantemente crescente di persone che arrivano qui specificamente per fare un’esperienza su due ruote. Sicuramente l’avvento dell’e-bike e della mountain bike ha dato una spinta enorme. Tantissima gente, comprese le famiglie, sfrutta i nostri chilometri di trail per fare escursioni di ogni tipo, dalle più accessibili alle più impegnative. Il Gravity, come dicevo, resta un nostro punto di forza, ma vedo anche un aumento significativo di cicloturisti di passaggio impegnati in lunghi viaggi, interessati ad attraversare e scoprire territori ampi.
Siamo a cavallo tra Trentino e Lombardia e i collegamenti ciclabili a lungo raggio stanno crescendo: di recente c’è stata l’inaugurazione della ciclabile che sale da Velon verso il Tonale, e dato che Tonale e Ponte di Legno sono già collegati, i numeri sono in netto aumento. Siamo una zona di passaggio, ma Ponte di Legno vuole strutturarsi sempre di più per ospitare fisicamente il ciclista durante l’intera vacanza».
A proposito di ospitalità , ritiene che ci sarà un incremento di hotel “bike friendly” sul territorio nel corso dei prossimi anni?
«C’è l’assoluta necessità di offrire di più e di affinare i servizi dedicati al ciclista inteso come turista. Le nostre strutture ricettive devono svilupparsi proprio in questa direzione, dando vita ai famosi bike hotel. Se vogliamo andare avanti e far crescere il turismo estivo, puntare su questo settore non è solo importante, è fondamentale. Questa è la strada che cercheremo di percorrere con decisione».
Un’ultima considerazione sulla nuova pista ciclopedonale inaugurata sul Gavia, accolta con grande entusiasmo dai ciclisti. Quella galleria buia e storicamente priva di illuminazione ha creato non pochi disagi in passato. Quale sarà l’impatto di questa opera e come si integra con la rete ciclabile di fondo valle?
«Questa opera viene vista come un tutt’uno con il resto della mobilità ciclabile del territorio. Certo, come ha giustamente ricordato Lei, per arrivarci bisogna comunque affrontare i primi dodici chilometri della salita del Passo Gavia, quindi parliamo di un piccolo frammento ciclopedonale in quota, ma ha una funzione straordinaria: bypassa definitivamente l’ostacolo della galleria, che per un ciclista è sempre stato un annoso problema di sicurezza. Si tratta di un passaggio spettacolare che aiuterà a valorizzare ancora di più il Gavia. Il passo vero e proprio si trova in cima dopo 17 chilometri da Ponte di Legno, ma questa variante offre a tutti la possibilità di apprezzare la salita molto di più e, soprattutto, in totale sicurezza».









