Tour 2026, Merlier: “E’ stato un caos, ma ho lottato fino alla fine”

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La settima tappa del Tour de France 2026 ha confermato una verità ormai consolidata: Tim Merlier, quando la strada è piatta e la volata è pura, è uno dei migliori al mondo. A Bordeaux il belga ha firmato la sua quarta vittoria alla Grande Boucle, l’ottava in un Grande Giro, portando la Soudal Quick‑Step al 56º successo nella storia del Tour e prolungando una striscia impressionante: dal 2013, il Wolfpack ha vinto almeno una tappa in ogni edizione. Quattordici anni consecutivi sul gradino più alto del podio, un record che nessun’altra squadra del XXI secolo può vantare.

Una tappa controllata dall’inizio alla fine

La frazione da Hagetmau a Bordeaux (175,1 km) presentava un solo ostacolo altimetrico, la Côte de Béguey, e un copione scritto: volata. La Soudal Quick‑Step ha lavorato con disciplina per tutta la giornata, tenendo a distanza la fuga di Veistroffer e Otruba, neutralizzando gli attacchi tardivi e proteggendo Merlier in ogni fase della corsa.

Negli ultimi chilometri, però, la situazione è esplosa: trenate, cambi di direzione, corridori che si incastravano tra le ruote. Un finale nervoso, simile a quello di due giorni fa, dove l’esperienza ha fatto la differenza.

“Era un caos, ma ho lottato fino alla fine”

Merlier ha raccontato così la sua volata: “Sono felicissimo di ottenere un’altra vittoria al Tour! Quando ho lanciato lo sprint non sapevo esattamente quanto mancasse. Era un caos trovare la posizione, ma ce l’ho fatta grazie alla squadra: hanno fatto un lavoro incredibile.

Il belga ha spiegato anche un momento chiave della volata: “A 600 metri dalla fine sono rimasto chiuso. Mi sono detto che avrei lottato fino al traguardo, e così ho fatto. Ho trovato un po’ di spazio e sono riuscito a passare. Sono davvero felice di questa vittoria.

Merlier è stato il primo belga a vincere in questo Tour, e il successo lo porta ora in piena corsa per la maglia verde, un obiettivo che potrebbe diventare centrale nelle prossime tappe.

Un successo che profuma di storia

La vittoria di Bordeaux ha anche un sapore simbolico: proprio qui, nel 1999, vinse Tom Steels, oggi direttore sportivo della Soudal Quick‑Step. Un filo che unisce generazioni diverse di velocisti belgi, sempre protagonisti nelle giornate più rapide del Tour.

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