Dopo la volata caotica di Bordeaux, Mads Pedersen ha analizzato con lucidità la sua prestazione, mostrando un mix di realismo e soddisfazione. Il danese, pur non essendo nel suo terreno ideale, ha trovato diversi aspetti positivi nella settima tappa del Tour de France 2026.
“Non posso davvero sperare in qualcosa di più di quello che abbiamo fatto oggi,” ha spiegato. “A volte è così che va, soprattutto in tappe come questa.” Pedersen ha sottolineato come la corsa fosse estremamente serrata: “Credo che fossimo dal quinto al decimo posto in mezzo giro. Bastava un niente per cambiare tutto.”
Una giornata “approvata” nonostante le difficoltà
Il danese ha evidenziato che l’intermedio era andato bene, con una buona presa di punti: “La lunga volata per l’intermedio è andata bene, lì ho preso il massimo possibile.” Un risultato che gli ha permesso di trovare un po’ di soddisfazione anche in una tappa non semplice: “Possiamo essere contenti di trovare una piccola gioia. C’è un grande salto tra primo e terzo posto, quindi sì, è una giornata approvata.”
Pedersen ha poi spiegato che lui e il team avevano discusso con il direttore sportivo di un approccio più pianificato: “Ne abbiamo parlato: possiamo provarci una volta. È un po’ più organizzato, ma devo comunque essere lì per sprintare alla fine.”
“Non è il mio terreno, ma oggi va bene così”
Il corridore della Lidl‑Trek ha ammesso che non era una giornata in cui potesse aspettarsi grandi risultati: “Non è il mio terreno, e non avevamo un grande sprint oggi.” Ha anche aggiunto che, in certe situazioni, può contare su un compagno per lanciare la volata, ma oggi non era possibile: “Oggi era più una questione di sopravvivenza. L’ho provato tante volte, e so che non posso fare miracoli in giornate così.”
Pedersen ha concluso con una riflessione sincera: “Spingiamo così forte in queste tappe che non puoi nemmeno pensare troppo. Oggi era così, e va bene così.”









