“Asfalto pieno di m***a bianca”: Tom Pidcock furioso dopo la caduta al Tour 2026

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La decima tappa del Tour de France 2026 ha regalato spettacolo sul Massiccio Centrale, ma ha anche lasciato dietro di sé una scia di polemiche legate alla sicurezza. Tra i corridori più infuriati al traguardo di Le Lioran c’era senza dubbio Tom Pidcock. Il britannico della Pinarello-Q36.5, autore comunque di un’ottima prova chiusa al nono posto, è finito a terra nella picchiata successiva al Col de Puy Mary a causa di un accorgimento dell’organizzazione che si è rivelato un vero e proprio boomerang per i corridori.

La calce sull’asfalto: da misura di sicurezza a trappola

A causa dell’ondata di calore che sta flagellando la Francia, gli organizzatori dell’ASO hanno deciso di cospargere l’asfalto di alcune curve con della calce bianca, un espediente usato per riflettere i raggi solari ed evitare che il manto stradale si sciolga letteralmente sotto le ruote del gruppo. Una soluzione che però, a detta dei corridori, ha trasformato le traiettorie in una pista di pattinaggio.

Ai microfoni di Eurosport, Pidcock ha sfogato tutta la sua frustrazione per una caduta che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori:

“Non mi aspettavo assolutamente di trovare la strada in quelle condizioni. Non so cosa stiano facendo qui con le strade, ci hanno buttato sopra tutta quella ‘schifezza bianca’. Il problema è che quell’accorgimento ha reso l’asfalto incredibilmente viscido, e affrontarci una discesa è diventato davvero pericoloso”.

“Sono caduto a centro curva, spero siano solo escoriazioni”

Il fuoriclasse britannico ha poi spiegato la dinamica dell’incidente, che lo ha costretto a un faticoso inseguimento nel finale di gara:

“Sono scivolato proprio nel bel mezzo di una di quelle curve trattate con la calce. Dopo l’impatto sono dovuto ripartire e inseguire per rientrare, ma fortunatamente il danno non è stato enorme. Adesso a caldo mi sento abbastanza bene, ma dobbiamo aspettare le prossime ore e i controlli medici dello staff per capire se c’è qualcosa di più serio”.

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