Tadej Pogacar continua a dominare al Tour de France 2026. Il corridore sloveno si è imposto anche a Le Lioran, trionfando in solitaria dopo l’attacco sul Col du Pertus. Nel momento in cui il campione del mondo ha attaccato, il suo compagno di squadra Isaac Del Toro ha perso terreno, mentre la Red Bull-Bora-hansgrohe riesce finalmente a farsi vedere protagonista davanti con Remco Evenepoel che chiude secondo, regolando il gruppo dei battuti con dentro anche Florian Lipowitz e Paul Seixas. Un po’ più staccato Vingegaard.
Tadej Pogacar e la fame di vittoria
Chi si aspettava una ripartenza morbida dopo il giorno di riposo ha dovuto fare i conti, ancora una volta, con la fame insaziabile della maglia gialla. Nella decima tappa del Tour de France 2026, Tadej Pogacar ha messo nuovamente le cose in chiaro: con un attacco devastante a 14 chilometri dalla conclusione, sul durissimo Col de Pertus, lo sloveno ha fatto il vuoto alle sue spalle, arrivando in solitaria sul traguardo di Le Lioran. Per il fenomeno della UAE Team Emirates-XRG si tratta del 24° trionfo in carriera alla Grande Boucle, un successo che blinda ulteriormente il suo primato in classifica generale.
Alle sue spalle, un coraggioso Remco Evenepoel ha limitato i danni chiudendo a 32″, precedendo la sorpresa francese Paul Seixas, mentre Jonas Vingegaard ha incassato un passivo pesante di 44 secondi.
Volata verde ed estro Van der Poel nel tappone dei 3.900 metri
La frazione odierna prometteva scintille: 167 chilometri da Aurillac a Le Lioran nel cuore del Massiccio Centrale, con ben 3.900 metri di dislivello concentrati in un finale senza un metro di pianura.
Nelle prime fasi pianeggianti è stata la Lidl-Trek a prendere in mano le redini del gruppo, con l’obiettivo di scortare Mads Pedersen al traguardo volante. Missione compiuta per il danese, che ha incamerato 25 punti preziosi staccando i diretti rivali per la maglia verde, Philipsen e Merlier, rimasti attardati. Subito dopo lo sprint, approfittando del momento di tregua, si è scatenato un monumentale Mathieu van der Poel. L’olandese, in uno stato di forma eccezionale, ha promosso una mega-fuga di 31 corridori, portando con sé anche il giovane compagno Ramses Debruyne.
Tra i fuggitivi si sono messi in evidenza scalatori del calibro di Ben Healy, Thymen Arensman, Ben O’Connor e lo spagnolo Javier Romo, quest’ultimo autore di una lunga cavalcata solitaria sui primi GPM di giornata. La UAE della maglia gialla, tuttavia, non ha mai concesso spazio, congelando il divario sotto il minuto e mezzo e andando a riprendere Romo ai -38 dal traguardo.
L’assolo di Carapaz sul Puy Mary
Appena finita l’azione della prima fuga, è stato Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) a tentare il contropiede. Ormai lontano in classifica generale, l’ecuadoriano ha ricevuto il “via libera” controllato dal plotone.
Mentre alle sue spalle il ritmo infernale imposto dagli uomini di Pogačar riduceva il gruppo dei migliori a soli 25 corridori, Carapaz ha scalato con grinta le rampe del Puy Mary, scollinando con circa un minuto di vantaggio sul gruppo maglia gialla.
La rasoiata sul Pertus: Pogacar vola, Vingegaard capitola
Il punto di rottura della corsa è arrivato sulle pendenze in doppia cifra del Col de Pertus (4,4 km all’8,5%). Ai -14 dall’arrivo, mentre corridori di classifica come Mattias Skjelmose perdevano contatto, Pogacar ha piazzato la sua sferzata micidiale. Nessuno ha saputo rispondere.
In un amen, la maglia gialla ha ripreso e saltato un esausto Carapaz, scollinando con una manciata di secondi su un drappello d’inseguitori d’élite composto da Vingegaard, Evenepoel, Seixas, Lipowitz e Ayuso. La speranza di un ricongiungimento in discesa è però svanita presto: lungo le pendenze dell’ultimo strappo del Col de Font de Cère, lo sloveno ha continuato a guadagnare terreno in modo implacabile.
Dietro si è consumato un vero e proprio dramma tattico. Con l’insolita assenza di Isaac Del Toro nelle primissime posizioni, Remco Evenepoel ha vissuto momenti di forte crisi, ma è stato glaciale nel gestirsi: il belga della Red Bull-BORA-hansgrohe è rientrato sul gruppetto Vingegaard nell’ultimo chilometro, saltando tutti nello sprint per il secondo posto. Notte fonda invece per Jonas Vingegaard: il danese della Visma, rimasto senza energie dopo aver provato a limitare il distacco in prima persona, si è piantato nel finale, tagliando il traguardo con ben 44″ di ritardo dal rivale di sempre.
Ordine d’arrivo – Tappa 10 (Aurillac – Le Lioran, 166.6 km)
- Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) in 03h58’08”
- Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe) a 32”
- Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) a 34”
- Florian Lipowitz (Red Bull – BORA – hansgrohe) a 35”
- Juan Ayuso Pesquera (Lidl – Trek) a 38”
- Mattias Skjelmose (Lidl – Trek) s.t.
- Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) a 44”
- Isaac Del Toro Romero (UAE Team Emirates XRG) a 1’31”
- Tom Pidcock (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team) a 1’59”
- Lenny Martinez (Bahrain Victorious) a 2’03”
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